L’anticipo della 6a giornata di Serie A si apre col botto questa sera: San Siro ospita Inter-Fiorentina. Una sfida argentina tra due centravanti veri, ma anche confronto tra la squadra che segna di più nella prima mezz’ora e quella che finora ha fatto più gol nei finali di gara. Chi riuscirà a confermarsi?
FORMAZIONI
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic; Candreva, Nainggolan, Perisic; Icardi. All. Luciano Spalletti
FIORENTINA (4-3-3): Lafont; Milenkovic, Victor Hugo, Pezzella, Biraghi; Fernandes, Veretout, Benassi; Chiesa, Simeone, Mirallas. All. Stefano Pioli
Importante per l’Inter il recupero sulla fascia destra di Danilo D’Ambrosio, mentre in attacco Candreva si riposiziona sulla fascia destra e Perisic torna dal 1′ sulla sinistra. Fronte Fiorentina invece Pioli rimane attaccato alle proprie certezze: difesa titolare, attacco composto da Chiesa-Simeone-Mirallas, col belga che prende il posto di Pjaca.
Le due menti a confronto: Pioli a sinistra e Spalletti a destra – immagine di “tuttomercatoweb”PRECEDENTI
In tutto sono 160 i precedenti in Serie A tra Fiorentina e Inter: 65 successi nerazzurri, 51 pareggi e 44 vittorie viola. Tutto sembra essere dalla parte del club di Suning, che ha anche vinto 16 delle ultime 19 gare di campionato contro la Viola giocate a San Siro; il team dei Della Valle invece ha sorriso solo nelle rimanenti tre partite (due nelle ultime quattro sfide), senza alcun pareggio.
Interessante anche la statistica inerente alle reti finalizzate: Nelle ultime 7 sfide tra Inter e Fiorentina in Serie A sono state segnate ben 28 reti, per una media di 4.7 gol ad incontro. Quasi come se fosse una conferma di spettacolo assicurato questa sera.
Uno degli svariati precedenti tra Inter e Fiorentina, qui in casa dei Viola – immagine di “Il Sussidiario.net”CRONACA
Il clima di San Siro è decisamente escandescente: tifo nerazzurro scatenato dopo l’ultima vittoria in extremis contro la Sampdoria di Giampaolo, ma l’atmosfera serena in casa viola non è da sottovalutare, soprattutto per le prestazioni eccellenti di tutto il collettivo.
Squadre disposte sul campo e il fischio dell’arbitro decreta l’inizio del match, con la Fiorentina che prende subito in mano il gioco. Sprintando in mezzo al campo, trovano la prima conclusione in porta al 4′: Mirallas, su suggerimento di Benassi, faccia a faccia con D’Ambrosio lo punta e poi rientra di destro, ma la palla è deviata sfortunatamente dal palo.
Mirallas deluso per il palo preso – immagine fonte webDopo un avvio compassato dei nerazzurri, improvvisamente arriva la chance del riscatto: erroraccio di Lafont, rimpallo che termina sul destro di Candreva che calcia al volo, sprecando il regalone del portiere avversario.
Sembra essersi ribaltato il match a favore dei padroni di casa che ribadiscono la propria voglia di trovare il goal, stavolta al 18′ con Ivan Perisic: Candreva dalla destra propone una palla intelligente per il compagno croato che, all’interno dell’area di rigore, gira di prima sfiorando il palo di Lafont per un soffio.
Vecino smista e Benassi lo insegue – immagine di “itasportpress.it”Dopo una ventina di minuti di assedio nerazzurro finalmente i gigliati si ripropongono in attacco, spargendo pericoli non da poco: al 32′ Brozovic perde malamente palla, la Viola riparte con Chiesa che inventa un filtrante incredibile alle spalle di D’Ambrosio per il Cholito jr. che incrocia, ma Handanovic gli chiude la porta in faccia.
Pochi istanti prima della fine del primo tempo ecco che il match si sblocca per un episodio con protagonista la Var e Mazzoleni. Scocca il 45′, Candreva mette al centro per Mauro Icardi, ma la palla viene deviata da Victor Hugo. Su avviso degli arbitri in cabina Var, il direttore di gara sceglie di visionare il replay per levarsi ogni dubbio e ufficializzare il calcio di rigore, realizzato da Maurito.
Le compagini rientrano sul terreno di gioco senza alcun cambio effettuato con la ripresa infatti tutt’altro che felice per i nerazzurri, ripresi dagli uomini di Pioli già al 53′: Chiesa tenta la soluzione personale, arrivando al tiro da fuori, deviato maldestramente da Skriniar e terminando in rete per firmare l’1-1.
A sorpresa Pioli sceglie di richiamare Simeone in panchina per Pjaca, mentre dall’altro lato del campo Spalletti vuole un’inversione di rotta sostituendo Candreva per Politano. La Viola, galvanizzata dal pareggio, si lancia in avanti con Federico Chiesa che serve al centro Pjaca, ma prima il colpo di testa del croato e poi il tentativo di Benassi vengono respinti dal muro nerazzurro.

Pioli non vuole lasciar nulla d’intentato, sostituendo Edimilson per il fresco Gerson, mentre l’Inter rientra in possesso del pallone, cercando di manovrare il gioco per trovare il varco giusto, ma alla prima interruzione accoglie in campo Keita per l’uscita di Vecino, preferendo una spinta in più in avanti.
Paradossalmente però, dopo i ripetuti attacchi dei gigliati di un infinito Chiesa al quale non viene riconosciuto un calcio di rigore per fallo su Politano in area, i nerazzurri tornano in vantaggio sfruttando l’ingenuità difensiva viola: D’Ambrosio riceve una battuta veloce di Perisic, l’ex Torino scambia con Icardi e si ritrova a tu per tu con Lafont, infilando il 2-1.

Il tecnico viola non intende mollare e sceglie di lanciare in campo il giovanissimo Vlahovic, mentre Spalletti sceglie logicamente di chiudersi, cambiando Perisic per Roberto Gagliardini. Il finale di partita dei padroni di casa comunque è molto travagliato, con la difesa interista che fatica a contenere tutte le imbeccate viola.
Difatti al 90′ la Fiorentina crea un’occasione colossale, gettando all’aria il goal del 2-2: Biraghi mette in mezzo un traversone calibratissimo per Vlahovic che solo soletto in area di rigore non riesce a trovare la porta. Dopo i 5′ di recupero concessi dall’arbitro i gigliati non possono fare più nulla e l‘Inter porta a casa 3 punti vitali.
Sconfitta un’ottima Fiorentina che forse avrebbe meritato qualcosa di più, soprattutto per il dubbio rigore non dato da Mazzoleni su Politano e il doppio giallo mancato ad Asamoah, che Mazzoleni salva letteralmente.
YVONNE ALESSANDRO





