Ciao amici di #DancePills,

Nel lontano 2002 intonava “Cosa resterà (in a song)“. Quello che sicuramente resta è la bellissima voce di Gianfranco Randone degli Eiffel 65 che col trascorrere degli anni non ha dato fondo alla sua vena artistica. Da qualche settimana, infatti, è in rotazione radiofonica il suo nuovo singolo “Settembre” (accompagnato da un fantastico videoclip realizzato in stile fumetto dall’illustratore Vincenzo Salvo ndr) che anticipa la pubblicazione del suo primo album da solista.

Jeffrey Jey non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Ho avuto l’onore di porgergli qualche domanda tra passato presente e futuro. Buona lettura 🙂

MMI: Parlaci di Gianfranco da bambino. Quando ti sei avvicinato alla musica? Come al canto?

 

JJ: provengo da una famiglia di musicisti, mio padre suonava cinque strumenti e tra i miei parenti ci trovi chitarristi, cantanti etc etc. Da piccolo amavo la musica ma per qualche strano motivo era convinto di voler diventare, da grande, un cardio chirurgo. Diciamo che la decisione di fare musica arriva con l’unione di musica e tecnologia verso i miei 13 anni. Il canto invece arriva quasi per sbaglio. Ricordo che avevo un paio di cuffie mentre canticchiavo un bravo di George Michael e una mia amica mi dice “Sai che canti benissimo?”. Beh ci è voluto un mese a convincermi a registrare la mia voce e devo dirle grazie perché non ci avrei mai creduto. Ricordo un episodio molto divertente quando mio padre udì quella registrazione e mi ha rincorso per la casa in preda alla rabbia perché gli ho fatto scoprire così tardi la mia voce e lui avrebbe voluto mandarmi al conservatorio.

 

MMI: Da Lentini, città in cui sei nato, a Torino passando per gli New York. Quanto hanno inciso queste tre realtà sul tuo modo di scrivere e fare musica?

 

JJ: Come dice Darwin “Nessuno è immune all’ambiente in cui cresce”. Della Sicilia mi porto le tradizioni di famiglia e l’amore per le grandi melodie. New York mi ha reso un fortunato cantante madre lingue inglese oltre ad aperto la mente al grande mondo della musica pop sia di origine rock, rap che elettronica. A Torino trovo la mia casa nella Bliss Corporation dove nasce e si sviluppa la mia carriera da musicista professionista.

MMI: Cosa ascolta Gianfranco quando non è in studio? Quali artisti hanno influenzato il tuo percorso?

 

JJ: Sono un amante della musica e non sono mai stato tipo da spararsi con pregiudizi verso qualche genere. Ascolto da Masini fino ai Prodigy, mi piace molto l’ultimo singolo di Carl Brave, adoro i Negramaro, mi piacciono molto Ermal Meta e i The Giornalisti. Questa diversità di genere arriva dalla mia cultura musicale che è sempre stata molto varia. Sono cresciuto con estremi come gli AC-DC fino a Kool and The Gang. Tra tutto però c’è da dire che le influenze vocali importanti per me sono stati … Bono Vox, Dave Gahan, Rick Astley, George MichaelTony Hadley.

 
 

MMI: Dopo i progetti Bliss Team e Da Blitz la nascita degli Eiffel 65 e il pluripremiato “Blue”, il vostro singolo d’esordio che ha registrato milioni di vendite e che vi ha consacrati ad icona Pop Dance in Italia e nel mondo. Che effetto fa sentirla cantare (e ballare) alle nuove generazioni, a quasi vent’anni dall’uscita?

 

JJ: È una sensazione molto bella. Gratifica davvero parecchio capire che questo brano non sente il vento del tempo ed è capace di abbracciare nuove generazioni come fosse uscita una settimana fa.

 

MMI: Quale è il ricordo più bello legato agli Eiffel che ti porti dentro?

JJ: Ricordo con estrema gioia il periodo del Festivalbar. Per me quello era davvero un momento magico. Sapere di essere li voleva dire essere certi di fare parte della colonna sonora estiva di milioni di persone come lo sono stati diversi brani per me.

MMI: Dai club di tutto il mondo al palcoscenico italiano più importante, è stato Sanremo il picco più alto della tua carriera? Cosa hai provato cantando sul palco dell’Ariston?

JJ: Sanremo sicuramente rappresenta un picco davvero alto nella carriera italiana degli EiffelCantare li da farsela sotto sapendo che quel palco ha visto i successi e gli artisti più grandi Italiani degli ultimi 60 anni oltre a sapere che tutti quelli che conosci erano li a vederti.

MMI: Dagli Eiffel 65 ai Bloom 06 ed ora il nuovo progetto da solista. Evasione dall’etichetta “Jeffrey Jey” frontman degli Eiffel 65 o esigenza artistica di esplorare nuovi orizzonti, sperimentando e mettendosi in gioco?

JJ: Per me scrivere musica è sempre un’esigenza. Fa parte di un processo che mi porta a tirare fuori dallo stomaco una fetta di vita che sento il bisogno di raccontare. Nulla come questo mi tiene vivo e entusiasta del mio mestiere.

MMI: “Settembre” è il tuo nuovo singolo che anticipa l’uscita del tuo nuovo album. Nel testo è facile cogliere l’alternanza tra sentimenti speranzosi ed altri malinconici. Quanto c’è del Jeffrey passato e quanto di quello attuale nel tuo nuovo lavoro?

JJ: Credo che ogni mio brano sia un inevitabile mix di tutte le mie esperienze professionali. Settembre in particolare è dedicato a quel momento tra fine estate e inizio autunno che appunto mescola la malinconia dell’estate con la speranze e le forze rinnovate di un autunno pieno di nuove sfide e cose da fare.

Cover di Settembre – immagine web

MMI: Quale messaggio dobbiamo aspettarci dall’album?

JJ: L’album sarà tutto in italiano ed è un album che porta come messaggio la rinascita e la voglia di abbracciare suoni nuovi.

MMI: Quale consiglio darebbe Gianfranco adulto al Gianfranco bambino che sognava di diventare cantante?

JJ: “Non avere paura di fallire, ti aiuterà a crescere”

MMI: Concludiamo la nostra intervista chiedendoti di consigliare ai nostri lettori un album che stai ascoltando in questo momento.

JJ: Consiglio vivamente l’album Love dei The Giornalisti. Davvero bello. 

Ringraziamo Jeffrey Jey per la sua disponibilità e vi rimandiamo ai canali social per rimanere in contatto con la sua musica.
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Al prossimo appuntamento nostalgico con #DancePills, pillole di musica dance per gli amanti degli anni novanta 🙂

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