Un bilancio ancora in crescita, quello delle vittime dell’attentato durante i mercatini di Natale a Strasburgo di ieri pomeriggio, a pochi passi dalla sede del Parlamento Europeo. Tra i feriti, anche un giornalista italiano, Antonio Megalizzi, di 29 anni, originario della Calabria e residente in Trentino, attualmente ricoverato in terapia intensiva. Il giovane, che si trovava al mercato dopo essere uscito da un forum di giornalismo organizzato da Europhonica, un consorzio di radio universitarie per qui il ragazzo lavora come emittente radiofonico, è stato colpito da un colpo di pallottola, mentre le sue colleghe giornaliste fuggivano via intimorite dagli spari. Allo stato attuale, il ragazzo risulta inoperabile, data la delicata posizione in cui il proiettile che lo ha colpito si trova, alla base del cranio, in prossimità della spina dorsale.
Il giovane Antonio, un ragazzo dallo spiccato talento per l’inchiesta e costantemente coinvolto, anche nella sua vita quotidiana, nel suo lavoro, stava seguendo con fervore una serie di questioni legate alla Francia e all’Italia, tra cui il caso dei gilet gialli e i problemi relativi all’immigrazione nel nostro Paese, nei confronti della quale egli ha sempre mantenuto una posizione di solidarietà e supporto nei confronti dei più deboli; alla stessa maniera, gli interessi del giovane per il panorama sociale e politico attuale spaziavano dalle questioni etiche, quali aborto o costituzione, fino a quelle più pragmatiche, soprattutto in riferimento alla regione trentina.
E intanto che Antonio si trova ricoverato senza, purtroppo, molte speranze di sopravvivenza, l’autore di questo brutale attentato è stato da poco identificato: si tratta dell’algerino Cherif Chekaf, anch’egli ventinovenne, che con il suo insano gesto ha già colpito a morte 3 persone ferendone altre 16 e che ora pare essere fuggito in Germania.
Chekaf aveva già avuto a che fare con le forze dell’ordine, durante l’operazione antiterroristica Sentinelle nel 2017, ed era stato condannato a due anni di prigione nel 2016. In questi giorni, era in attesa dell’ennesimo interrogatorio. Non risulta chiaro perché fosse a piede libero, né come mai disponesse di un’arma.
GIORGIA MARIA PAGLIARO





