Sisma che ha sorpreso nel sonno chi abita fra Acireale e Zafferana: tanta paura, chiese e abitazioni danneggiate ma per fortuna nessuna vittima.

Sisma con epicentro tra Viagrande e Trecastagni, in provincia di Catania. Undici scosse di terremoto si sono susseguite nella notte tra Natale e Santo Stefano. E alle 3:19 quella più forte: di magnitudo 4.8. Si tratta della scossa più violenta da quando è cominciato, il 24 dicembre, lo sfogo dell’Etna. La superficialità dell’ipocentro, a solo un chilometro di profondità, ha contribuito ad amplificare l’effetto della scossa, che è stata nettamente avvertita anche a Taormina, nel Siracusano e nel Ragusano.

La mappa dell’epicentro del sisma (Photo Credits: www.cataniatoday.it)

L’eruzione dell’Etna

Dalla vigilia di Natale l’Etna è in eruzione, con una nube di cenere visibile da decine di chilometri di distanza. Tre su cinque delle bocche del vulcano sono in attività, con nuove fratture sul fianco della montagna. Nelle ultime ore l’Etna ha fatto registrare un’ulteriore impennata dei valori dei tremori dei condotti magmatici interni, un segnale – secondo gli esperti dell’Ingv – che testimonia la presenza di una grande energia e di magma che è in movimento, spingendo sulle pareti. Ma, attualmente, sembra che la sua attività stia diminuendo.

L’eruzione dell’Etna ieri (Photo Credits: www.ilcorrieredellacitta.com)

I danni del sisma

Sei i comuni più colpiti. Si segnalano lesioni in diverse abitazioni. A Pennisi, frazione di Acireale, nella chiesa di Santa Maria del Carmelo, sono crollati il campanile e la statua di sant’Emidio, protettore dei terremoti. Il centro più colpito dal terremoto è Fleri, frazione di Zafferana molto vicina all’epicentro. Qui una intera palazzina è crollata e due persone estratte dalle macerie sono rimaste ferite.

Chiesa di Santa Maria del Carmelo: crollato campanile e statua del santo (Photo Credits: www.lurlo.news)

Nel paese sono stati registrati altri crolli, comprese parti della facciata della chiesa di Maria Santissima del Rosario, unica parte dell’edificio che era stata risparmiata dal crollo nel sisma del 1984. Divelti molti lampioni e danneggiata la rete del gas. Ci sono danni segnalati anche in altri centri dell’area etnea: cadute di cornicioni e vecchi muretti. E crepe nelle case.

Chiesa Maria Santissima del Rosario: crollate alcune parti della facciata (Photo Credits: tg24.sky.it)

A Zafferana una casa di riposo per anziani è stata abbandonata dagli ospiti: la struttura presenta delle lesioni e i pensionati si rifiutano di rientrarvi.

Alcune abitazioni distrutte dal sisma (Photo Credits: www.inmeteo.net)

I feriti del sisma

Tanta paura ma per fortuna nessuna vittima. Il pronto soccorso dell’ospedale Cannizzaro di Catania, azienda ospedaliera per l’emergenza, ha gestito tutti i casi dei feriti, che ora sono costantemente sotto osservazione. Il bilancio è, per il momento, di 28 feriti, tutti lievi. Una donna anziana ha riportato delle fratture in varie parti del corpo ma non è in pericolo di vita. Un pensionato di 80 anni è stato estratto vivo dalle macerie della sua abitazione dove il sisma lo ha sorpreso nel sonno. Aiutato dai parenti, ha dovuto oltrepassare una finestra al piano terra. Ha riportato delle contusioni alla testa.

L’ospedale Cannizzaro di Catania (Photo Credits: newsicilia.it)

Un commerciante con moglie e due figli racconta: “Siamo vivi per miracolo. Eravamo a letto, svegliati di soprassalto mentre le pareti ci crollavano addosso”. E la moglie: “Protetti da un armadio che siamo riusciti a trattenere con le mani scappando prima che s’abbattesse sul materasso”.

Lesioni all’autostrada A18

In via precauzionale è stato chiuso al traffico un tratto dell’autostrada Catania-Messina, la A18, per la presenza di lesioni sospette sull’asfalto createsi dopo la scossa. Si tratta, nello specifico, della parte compresa tra i caselli di Acireale e Giarre. Sospesa per oltre cinque ore la circolazione dei treni sulle tratte catanesi. Resta, invece, operativo l’aeroporto internazionale di Catania.

La crepa stradale sulla A18 (Photo Credits: www.gazzettajonica.it)

Le parole di Angelo Borrelli, capo della Protezione civile

Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, sostiene: “Dal punto di vista scientifico si tratterebbe di un evento isolato. I tecnici ci dicono che la lava si sta raffreddando e ci dobbiamo aspettare una quiescenza del vulcano. Ora si va verso una diminuzione del fenomeno”. Tra poche ore è previsto l’arrivo di Borrelli a Catania, dove incontrerà i vertici delle forze dell’ordine e le autorità in Prefettura dove si sta già lavorando per coordinare i soccorsi. 

Angelo Borrelli (Photo Credits: telenord.it)

È stato tracciato un primo bilancio provvisorio dei danni. Il prefetto ha fatto aprire scuole e palestre comunali per accogliere le persone che non possono o non vogliono rientrare nella propria casa.

Patrizia Cicconi