Giacomo Bettarini, figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini, da poco maggiorenne, ha già le idee chiare sul suo futuro. Caparbio, sportivo, umile e non solo… scopriamo insieme chi è Giacomo Bettarini.

Giacomo di te non conosciamo quasi nulla. Ti andrebbe di descriverti caratterialmente?

Innanzitutto posso dire di essere testardo, anche se è un aggettivo “normale” per la mia persona perché rappresenta il mio segno zodiacale, lo scorpione. Il mio è proprio sintomo di testardaggine… poi aggiungerei l’ironia, sono abbastanza ironico, ho sempre la battuta pronta per qualsiasi argomento o soggetto di cui si parla, e poi riflessivo, nel senso che se decido di fare qualcosa, di compiere una determinata azione, penso sempre alle conseguenze, non sono impulsivo, non parto senza pensarci, prima rifletto 10 secondi prima. Ti posso dire che con questi 3 aggettivi mi piace la mia persona e credimi, è molto raro sentirsi dire questa cosa da un ragazzo di 18 anni.

Come hai vissuto la separazione dei tuoi genitori?

Onestamente non penso di poter giudicare i motivi del perché i miei genitori si siano separati, semplicemente perché ero troppo piccolo per ricordalo, però anche se la coppia finisce, non si finisce mai di essere genitori, e vedere che dopo tanti anni di battibecchi e frecciatine, si sono finalmente riuniti ,entrambi col sorriso e senza rancore, è stata la gioia più grande che potesse capitarmi.

Giacomo Bettarini in compagnia dei fratelli e dei genitori. (Foto di Giacomo Bettarini)

Un ricordo della tua infanzia che porti nel cuore

Fortunatamente porto nel cuore tutta la mia infanzia. Non c’è un momento che preferisco a un altro. Porto nel cuore tutta la mia fanciullezza, quindi tutti i Natali che ho fatto finora, tutte le cene in famiglia con i nonni, i miei fratelli, tutte le gite con la mia classe, insomma tutta la mia infanzia in generale.

Che rapporto hai con tuo fratello Niccolò e con la piccola Caterina?

Al momento è migliore di quanto non lo sia stato prima, anche se… non posso negare che certe volte mi verrebbe la voglia di staccare la testa a entrambi (ride…), però devo ammettere che  anche se litighiamo spesso, ci aiutiamo e ci aiuteremo sempre l’un l’altro. Io e mie fratelli siamo molto diversi. Per esempio, io e mio fratello grande siamo diversi praticamente in tutto. Verso mia sorella mi sento molto più protettivo perché avendo 6 anni in meno di me, essendo femmina, essendo la più piccola, è giusto che, nonostante lei cominci ad avere un certo caratterino, perché avendo 12 anni sta iniziando ad entrare nella preadolescenza, è giusto che io la protegga sempre, anche se lei può considerarmi invadente. Ma nonostante il suo caratterino io le vorrò sempre bene, e lo stesso vale per mio fratello Niccolò.

Giacomo Bettarini insieme alla sorella Caterina e al fratello Niccolò. (Foto di Giacomo Bettarini)

Pratichi boxe a livello agonistico. Come è nata questa tua passione?

È nato tutto quando avevo 12 anni. Mi trovavo in un momento della mia crescita in cui mi sentivo un pesce fuor d’acqua. Ero un ragazzo un po’ diverso, nel senso che a tutti piaceva la moda che si stava evolvendo in quel periodo, era quel lasso di tempo in cui emergevano  Fedez, Emis Killa, Guè Pequeno, Fabri Fibra etc… tutti uscivano con il cappellino, gli occhiali, tutti facevano i grulli in giro, tutti andavano a giocare a calcio, a me non piaceva, non ero bravo e non mi sentivo molto sicuro di me stesso, così una persona che conoscevo al tempo, mi ha fatto conoscere il mondo della boxe.

Giacomo Bettarini durante l’allenamento. ( Video di Giacomo Bettarini)

All’inizio è stata molto dura perché non capivo o forse non volevo affrontare questo cambiamento, però dopo qualche mese le cose sono cambiate, ho cominciato a vedere la boxe non come un semplice sport ma come una disciplina e una ragione di vita e da lì, non ho più smesso. Mi ha veramente aiutato, ma soprattutto mi ha cambiato molto sia caratterialmente che fisicamente.

Giacomo Bettarini in sala boxe. (Foto di Giacomo Bettarini)

Una cosa che farebbe “incazzare tremendamente” i tuoi genitori

Beh, ci sono tante cose che farebbero incazzare i miei genitori: un vaso rotto , una multa al motorino, (ride…) a parte gli scherzi, penso che la cosa che farebbe incazzare di più i miei genitori sarebbe vedermi mollare l’obiettivo che mi sono imposto e cominciare a fare il grullo in giro senza un obiettivo, senza un percorso da percorrere nella vita. Anzi, non li farebbe incazzare, li deluderebbe, che sarebbe ancora peggio.

Guardando “Temptation Island Vip”, reality in cui tua mamma Simona era conduttrice e tuo padre Stefano concorrente insieme alla compagna Nicoletta, che effetto ti ha fatto ascoltare tua mamma dare consigli d’amore a papà Stefano?

Parto col dire che già averli visti lavorare insieme, per me, è stata una gioia immensa perché era da tanto tempo che non li vedevo uniti e non li vedevo parlare delle loro vicende sentimentali. Riguardo Temptation Island Vip, diciamo che mia mamma in quell’ambito ne sapeva di più. Mio padre è fatto in una certa maniera e come dice mia mamma a livello sentimentale non è facile stargli vicino, è il classico esempio di quello che noi chiamiamo “uomo”, si fa le idee chiare di suo, quindi direi che mia mamma più che avergli dato consigli, l’ha fatto ragionare.

Quanto è “social” Giacomo Bettarini?

Come tutti, anche io al giorno d’oggi uso i social per farmi conoscere, ma ho sempre cercato di distinguere il mondo dei social dal mondo reale. La nuova generazione che comprende anche me, pensa che tutto si basi nel vedere il mondo tramite uno schermo, si pensa di sapere tutto, nessuno vuole più apprendere. Può anche darsi che questo mondo dei social network rappresenti il futuro, però bisogna anche ricordare che questo mondo tecnologico non è nient’altro che  una maschera in cui noi ci rifugiamo per non affrontare la realtà in cui viviamo, o almeno, questa è la mia opinione. Ti faccio un esempio: se dovessi fare il primo passo con una ragazza in discoteca, non aspetto il giorno dopo per scriverle, ma preferisco andare a parlare direttamente senza vergogna e falsità, non lo dico per vantarmi ma preferisco i modi tradizionali. Ovviamente non nego di esserne dipendente ma ci sto lavorando. Voglio farne uso, ma un uso limitato.

In questo momento tuo padre Stefano è un concorrente de “l’Isola dei famosi”. Cosa vi siete detti prima che partisse per l’Honduras?

Beh, me lo ricordo bene… era una sera come tante, io stavo cucinando, ero nel mio appartamento a Londra e ad un certo punto mi chiama, anzi, un’ora prima che mi chiamasse, mi aveva inviato un sms con scritto:” ti devo parlare” e lì mi sono preoccupato perché sembrava si trattasse di una cosa importante, poi mi chiama e mi dice: “parto per l’Isola”. Ti spiego, mia mamma l’ha condotta per tanti anni, poi è diventata concorrente e mio padre aveva fatto l’inviato e c’era riuscito anche molto bene direi, solo che non mi aspettavo che anche mio padre avrebbe preso la strada come concorrente. All’inizio ero molto preoccupato perché se ripenso a quando mia mamma era concorrente, mi vengono ancora i crampi allo stomaco.Vedere il modo in cui è stata sminuita e forse anche umiliata per la persona che era, nonostante la sua tenacia e la sua determinazione, e sentir dire che non era amata dalla gente, ha fatto star male anche me. Mio padre è sempre stato un uomo determinato, deciso, forte. Essendo toscano di origine, è molto diretto, molto chiaro, ha sempre saputo cavarsela in qualsiasi situazione, però gli ho detto:” mi raccomando, spacca tutto, però stai attento perché quello è un programma di gente che non merita di conoscere la persona che sei”. Infatti già ho visto che mercoledì sera, anche se è rimasto, è stato nominato perché non si è vergognato di mostrare la sua personalità .

Ti piacerebbe partecipare a qualche reality? Se si, perché?

Si, parteciperei perché penso che potrebbe essere una bella esperienza, però mi piacerebbe entrare per un percorso che mi sono costruito da solo e non perché sono ”figlio di”.

Amore: single o fidanzato?

Amore…eccoci qua! Penso che l’amore sia un sentimento unico che solo pochissime persone al giorno d’oggi sono in grado di comprendere e di mettere in pratica. Penso che attualmente servirebbe la bellezza di ricominciare ad amare per quello che si è e per quello che si ha, emotivamente parlando, senza mai vergognarsi di mostrarlo. Riguardo me, non posso dire di non aver mai sentito le cosiddette” farfalle nello stomaco”, ma non smetto mai di sperare che un giorno arrivi quella giusta. Quindi al momento sei single? Si, sono single e disponibile per tutte quante ? (…ride).

Giacomo Bettarini. (Foto di Giacomo Bettarini)

Quali sono per te i valori più importanti nella vita?

Penso che bisogna sempre essere umili in quello che si fa, nelle proprie scelte, e poi bisogna non essere egocentrici, aiutare gli altri se si può, sorridere a tutti, scherzare con pochi e fidarsi di pochi. Diciamo che i veri valori non sono gli oggetti, il materiale che si ha, ma quello che la vita ci ha  donato, tipo la salute, la famiglia. Se si ha questi, si ha tutto.

Cosa pensi dell’omofobia?

Chiariamo subito che non sono omofobo e che sono” pro” ai matrimoni gay. Poi penso che non dovremmo né giudicare né tantomeno discriminare le persone in base all’orientamento sessuale.

Attualmente vivi a Londra. Vedi il tuo futuro in Italia o all’estero?

Ti dico la verità, non mi dispiacerebbe avere un futuro all’estero, però nonostante questo non smetterei mai di venire in Italia, qui ho la mia famiglia, i miei amici, per cui vedrei un futuro in entrambe le citazioni, sia in Italia che all’estero.

Giacomo Bettarini a Milano. (Foto di Giacomo Bettarini)

Il tuo sogno nel cassetto?

Nonostante la mia giovane età, credo di aver capito cosa voglio fare nella vita, solo che non mi piacerebbe descriverlo come un mestiere specifico, ma più che altro parlare del settore in cui desidererei cimentarmi, ovvero quello dell’intrattenimento,che ammiro sin da quando ero piccolo. Con intrattenimento non intendo solo teatro o cinema, ma creare un lavoro che rientri nel settore. Per esempio creare video sul web, aprire serate cabaret, cimentarmi nei generi più misteriosi delle pellicole. Praticamente la mia idea è quella di esplorare questo mestiere dell’intrattenitore a 360°, però ricordando sempre la mia nazionalità, quindi se in futuro dovessi creare qualcosa di importante nel settore, lo farei non solo per ragioni passionali e di interesse ma anche per motivi patriottici, perché chiunque dovrebbe amare il proprio paese e ricordare sempre da dove arriva.

Il tuo motto?

Prendi l’arte e mettila da parte, vale a dire , che prima o poi nella vita, molte cose torneranno utili.

Sandra Barone