La danza irlandese, da sempre motivo di vanto e di fascino per l’intero folklore celtico, si caratterizza non solo per l’allegria della musica che la accompagna, ma anche per un aspetto della sua gestualità che non è eguagliabile a nessun altro ballo di origine popolare.

I ballerini di danza irlandese, infatti, mantengono la postura delle proprie braccia abbassate lungo i fianchi, con la parte superiore del busto completamente rigida e immobile. Le uniche a danzare, nel caso di un ballo irlandese, sono infatti le gambe.

Esistono varie teorie circa le origini di questa danza. La prima e più accreditata è quella che rimanda a un gruppo di ballerini irlandesi che, una volta obbligati a danzare in onore della regina inglese, si rifiutarono di muovere le braccia, così come di inchinarsi in suo onore, mantenendo la rigidità corporea per tutto il tempo dell’esibizione. Era usuale, infatti, che i ballerini venissero invitati a corte per intrattenere sua maestà con spettacoli di vario genere. La regina in questione, a quanto pare, sarebbe stataElisabetta I.

Queen Elizabeth I, foto dal web

Quest’ultima, grande estimatrice dell’intrattenimento a corte, a dispetto delle norme previste dall’antico Statuto di Kilkenny (1367), che bandiva per legge molte delle usanze irlandesi in favore del dominio britannico, invitava sovente troupe di ballerini e giullari provenienti dall’isola verde.

Altre storie raccontano invece di come i cittadini irlandesi avessero imparato a danzare, nei locali, nascosti dietro ai banconi del pub, mentre con le braccia servivano whisky e bevande, per non farsi notare dai clienti inglesi, che erano sempre pronti a punirli o a farli arrestare.

Stessa storia, questa, che si ripeteva quando i giovani irlandesi, durante le feste in giardino, danzavano dietro le siepi; un’usanza che deriverebbe, in questo caso, dallo stile di vita di semi-clandestinità condotto dagli studenti delle Hedge Schools, scuole segrete che gli irlandesi di stampo Cattolico avevano istituito per i propri figli, in seguito alla legge emanata nel 1695 dal governo britannico e in vigore fino al 1782, che impediva loro di accedere all’istruzione, pena un’aspra condanna.

Antica Hedge School irlandese, foto dal web

Un’altra teoria, inoltre, fa risalire la danza senza braccia alla scelta degli irlandesi di poter danzare liberamente nelle proprie case, evitando di farsi scoprire dai preti delle cittadine, che usavano spiarli dai vetri delle finestre. La Chiesa Cattolica, infatti, proibiva categoricamente qualunque effusione gestuale durante la danza, per non parlare del divieto tassativo, imposto a ragazzi e ragazze, di tenersi per mano e di sorridere, durante qualunque performance o celebrazione di carattere pubblico.

La cosa paradossale, di questo stile di danza inizialmente nato da una serie di restrizioni, è che il cosiddetto Irish Reel è ad oggi una delle specialità più amate in Irlanda, tanto da costituire la principale attrattiva anche presso siti paesaggistici e naturalistici come quello dei Cliffs of Moher o il Giant’s Causeway, in cui le comitive di turisti e visitatori vengono accolte da giovani talenti delle scuole di danza, pronti a esibirsi con le sole gambe nei pressi dei bar e delle biglietterie.

La Riverdance, debuttata per la prima volta il 30 aprile 1994 durante un intermezzo di sette minuti dell’Eurovision Song Contest, rappresenta ad oggi la forma di danza senza braccia più apprezzata del mondo, con tanto di accompagnamento strumentale ai violini ed altri strumenti tradizionali.

Riverdance di Dublino, foto dal web.

E a chi credeva che la migliore allegoria umana per rappresentare due ali fossero davvero le braccia, gli irlandesi rispondono con convinzione che, in realtà, il maggiore strumento della loro storica, forzatamente celata libertà furono sempre le gambe.

GIORGIA MARIA PAGLIARO