Aveva denunciato il racket di Gela insieme ad altri 7 imprenditori per poi essere accusato lui stesso di complicità con i boss. Nonostante l’assoluzione la sua ditta era rimasta interdetta. Ieri l’estremo gesto di Rocco Greco che si è suicidato
Rocco Greco, il terribile suicidio
Ieri mattina l’imprenditore Rocco Greco si è alzato verso le 5:30 dicendo alla moglie di dover controllare alcune carte in azienda. Qualche ora dopo si sono recati lì anche il figlio e altri dipendenti che hanno trovato Rocco Greco in un container, in una pozza di sangue. “Mio padre non era in ufficio. Mi sono insospettito. Anche perché aveva lasciato la fede e l’orologio a casa. Abbiamo iniziato a cercarlo. Era dentro un container, poco distante, in una pozza di sangue”, ha detto il figlio Francesco raccontando la morte del padre.
Rocco Greco, la denuncia eroica
Rocco Greco era l’imprenditore proprietario della Cosiam, un’azienda che si occupa, tra l’altro, della rimozione e dello smaltimento di rifiuti solidi urbani. La storia di Rocco Greco comincia nel 2008 quando, dopo essersi barricato con altri imprenditori sul tetto dell’Ato CI2, aveva denunciato un appalto sulla nettezza urbana assegnato in modo irregolare. In seguito, Greco nello stesso anno aveva denunciato, convincendo altri 7 imprenditori a farlo, 11 mafiosi della mafia di Gela e della Stidda che taglieggiavano gli imprenditori e si spartivano il racket a Gela. 134 furono gli anni di carcere a cui furono complessivamente condannati in Cassazione i mafiosi denunciati. “Era la primavera di Gela, mio padre ne andava orgoglioso. Ma non era stato affatto semplice. All’epoca, però, si respirava un’aria nuova in questa parte di Sicilia, anche grazie all’allora sindaco Rosario Crocetta”, ha raccontato il figlio di Greco

L’interdizione e il suicidio
Rocco Greco però pagò le conseguenze di questo suo eroico gesto finendo denunciato dalle stesse persone che lo avevano accusato, persone secondo le quali era stato lo stesso imprenditore a chiederne il sostegno. Nonostante la sua innocenza fosse stata ribadita in tutti gradi di giudizio, l’azienda di Rocco Greco subisce un’interdittiva tanto che il ministero dell’Interno gli nega l’iscrizione alla white list per i lavori di ricostruzione nelle zone terremotate in centro Italia. Seguono una serie di ricorsi di Greco ma nonostante questo il Tar di Palermo gli ha negato la sospensione dell’interdittiva . “La sera dopo, martedì 26 febbraio, papà era euforico. Mi sembrò strano. Diceva: che bella serata stiamo trascorrendo. Non capivo“, ha dichiarato il figlio di Greco. Poi il terribile gesto del suicidio di un uomo abbandonato e punito dallo Stato a cui aveva chiesto protezione





