L’estate è ormai alle porte e i primi tormentoni iniziano a fare capolino nelle nostre radio e playlist. E, che lo vogliamo o meno, iniziano a risuonarci nella testa. Da quelli più classici fino a quelli più recenti, ogni estate è segnata da uno o più tormentoni che non possiamo fare a meno di canticchiare. Che sia mentre siamo in auto, mentre facciamo la doccia, o mentre siamo in spiaggia, alcuni tormentoni ci risuonano in testa.
Se pensiamo agli anni ’80, un tormentone estivo che sicuramente risuonerà nella nostra mente è Boys di Sabrina Salerno. Uscito nel 1987, questo brano ha reso iconica la showgirl italiana. E il suo testo leggero e il ritmo coinvolgente sono il simbolo dell’italo disco degli anni ’80. La canzone, oltre a essere un inno all’estate e al divertimento, esprime una sessualità libera. La showgirl, infatti, canta che è lei a cercare il divertimento e i ragazzi.
Da i Los del Rio a Luis Fonzi

Facciamo un salto di qualche anno e arriviamo agli anni ’90. Siamo nel 1993 quando esce Macarena. Questo brano dei Los del Rio ha reso popolari in tutto il mondo i balli di gruppo. Chiunque, almeno una volta, nella vita ha ballato la Macarena. E forse per questo motivo il brano, a distanza di 33 anni, non è ancora finito nell’oblio.
Restando sui “balli di gruppo”, ci spostiamo agli anni ’00 del 2000. È il 2002 quando esce Aserejé delle Las Ketchup. L’indimenticabile coreografia del brano spopola nei villaggi turistici e le spiagge di tutta Europa. Il significato del brano è piuttosto curioso. È la storia di Diego, un ragazzo che entra in una discoteca. E quando il dj mette il suo brano preferito, Diego inizia a ballare e a scatenarsi. Il ritornello, che sembra una parola inventata, è in realtà la versione storpiata del pezzo rap Rapper’s delight. Diego, infatti, non conoscendo l’inglese, storpia le parole. Come capita un po’ a tutti.
Andando avanti di un paio di anni, arriviamo al 2004. È l’anno di Dragostea di tei, degli O-Zone. Anche se è più nota al grande pubblico come nu ma nu ma iei. Il brano è scritto in una lingua che difficilmente si sente in radio: il rumeno. E forse è per questo che è diventato un pezzo iconico. Il testo racconta di una storia d’amore non corrisposto e la relativa frustrazione sentimentale. Il significato del brano è quello di una relazione dolorosa, dove uno dei due vuole lasciare l’altro.
Infine, arriviamo al 2017. È l’anno in cui esce Despacito di Luis Fonzi feat. Daddy Yankee. Il suo ritmo raggaeton e il ritornello hanno dominato le radio globali di quell’anno, e non solo. Il significato del brano è molto semplice: bisogna prendersi il proprio tempo. Ma bisogna anche imparare a godersi l’intimità con il proprio partner, gustandosi ogni singolo momento.
Elettra Cortimiglia





