Tullio Gregory, uomo di “azione”, è stato uno dei più grandi studiosi italiani di storia della filosofia.
Tullio Gregory, morto ieri a Roma all’età di 90 anni, era professore emerito a “La Sapienza” di Roma. In particolare, specialista del pensiero medievale e del filone critico libertino, attentissimo ai dettagli filologici e amante della buona tavola, aveva una personalità poliedrica.

Lo studio e l’impegno culturale
Tullio Gregory vanta una vita dedicata allo studio e alla divulgazione della filosofia. In particolare, si è occupato della storia del platonismo e del naturalismo medievali e della cultura filosofica europea dei secoli Sedicesimo e Diciassettesimo. In aggiunta a questo, una delle sue grandi iniziative è stata la fondazione dell’istituto del Lessico Intellettuale Europeo, una banca dati fondamentale di ricerca. Per di più, alla Treccani, Gregory ha diretto la sezione di storia della filosofia e del cristianesimo. Oltre a ciò, fu docente anche alla “Sorbona” di Parigi. E presidente della Società internazionale per lo studio della filosofia medievale.

La passione per la cucina
Soprattutto è noto per il valido manuale scolastico di storia della filosofia da lui realizzato con due colleghi, di uso comune nei licei. Inoltre, ha vissuto una breve esperienza al vertice della Rai, come membro del Consiglio d’Amministrazione cosiddetto “dei professori”. Ma Gregory era anche un grande gourmet. In tale veste, ha ideato menù per pranzi e cene filosofici all’insegna della tradizione, a partire dai prodotti tipici modenesi e della cucina emiliana. A tal proposito, come per la buona cucina, per lui la filosofia stessa doveva essere una consolazione.

Le parole del sindaco di Modena
“Ci lascia un gigante della cultura italiana. Modenese d’adozione, era profondamente innamorato della nostra città“. Così lo ha ricordato il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli.

Domani la camera ardente nella sede dell’Enciclopedia Italiana Treccani a Roma dalle 10.30 alle 19. Poi, martedì 5 febbraio alle 11.30 la commemorazione del professore emerito nella facoltà a Villa Mirafiori, sede del corso di laurea in Filosofia de “La Sapienza”.





