Dopo la sconfitta casalinga contro il Benevento per 2-1 il Cittadella probabilmente dovrà rinunciare di nuovo al sogno promozione. Da diversi anni i veneti sono arrivati a disputare i playoff, ma il salto di qualità tarda ad arrivare. Analizziamo la situazione dei granata.
Cittadella e Serie A: il matrimonio non s’ha da fare
Ci ha messo il cuore, ma probabilmente non basterà. Il Cittadella è stato sconfitto nella gara casalinga contro il Benevento nella semifinale di andata dei playoff. Il match è terminato 2-1 a favore dei Sanniti: al gol di Proia per i veneti hanno risposto i giallorossi Inglese e Coda. Ora i campani hanno due risultati su tre a disposizione in vista della gara di ritorno di sabato 25 maggio. I granata sono invece chiamati all’impresa. La sensazione, insomma, è che il prossimo anno il Cittadella giocherà di nuovo in cadetteria. Sono ormai diversi anni che i veneti mancano l’appuntamento con la promozione in Serie A. Cosa è accaduto nelle passate stagioni?
Un club “giovane”
Il Cittadella ha alle sue spalle appena 46 anni di storia. Il club veneto nasce nel 1973 assumendo la denominazione di Associazione Sportiva Cittadella. La prima storica promozione in Serie B arriva al termine della stagione 1999/2000, dopo la vittoria ai playoff contro il Brescello. Due anni dopo i granata vengono nuovamente retrocessi. Il ritorno in cadetteria arriverà nella stagione 2007/08. La prima grande occasione di essere promossi in Serie A arriverà per i veneti nel 2009/10, quando vengono sconfitti nella semifinale dei playoff dal Brescia. Allora le rondinelle vinsero 1-0 la gara di andata, mentre i granata si imposero al ritorno con lo stesso punteggio; in virtù del miglior piazzamento in classifica, furono però i lombardi a salire.
Gli ultimi anni del Cittadella: la maledizione dei playoff
Retrocessi in Lega Pro nella stagione 2014/15, i granata tornano immediatamente in Serie B l’anno successivo. Sotto la guida dell’attuale allenatore Roberto Venturato, il Cittadella parte con la salvezza come obiettivo da raggiungere, ma riesce a compiere un autentico miracolo, classificandosi al sesto posto e, dunque, ai playoff. Il risultato si rivelerà però deludente: i granata vengono eliminati nel turno preliminare dal Carpi. Nella stagione 2017/18, invece, i veneti ci credono sul serio: entrambe le gare contro il Frosinone terminano 1-1, ma i ciociari passano in quanto terzi in classifica (con il Cittadella sesto). L’ultima stagione comincia col botto con i granata primi in classifica nelle prime tre giornate. Successivamente arriverà però il calo che porterà gli uomini di Venturato a rischiare addirittura i playoff, centrati in extremis all’ultima giornata. Ma il rischio che l’appuntamento con la promozione sia rimandato ancora di un’altra stagione appare più che concreto.

Cosa non ha funzionato
La domanda sorge spontanea: cosa manca al Cittadella per sognare in grande? È chiaro che una piccola realtà come quella del club veneto incontra difficoltà contro compagini certamente più attrezzate per la massima serie. In realtà, come già detto, i granata sono stati penalizzati dalla classifica della regular season, con le gare dei playoff terminate in pareggio che hanno favorito le squadre meglio piazzate in classifica. Per sperare nella Serie A il primo passo da fare sarebbe fare meglio in campionato. Il Cittadella non è mai andato oltre il sesto posto. Se il Tombolato è stato spesso il fattore in più, il rendimento esterno non è certamente dei migliori (per usare un eufemismo): lontano dalle mura amiche il Cittadella ha centrato il successo soltanto in tre occasioni (Pescara, Brescia, Carpi). Un altro dato rilevante è il numero di pareggi ottenuti: per 15 volte i veneti hanno terminato una gara con il segno X. Decisamente troppi per scalare posizioni in classifica. Sarà necessario ripartire da qui nel prossimo campionato. Un miglior piazzamento nella regular season significherebbe giocare la gara di ritorno dei playoff in casa e dunque, considerando gli ottimi risultati ottenuti al Tombolato, giocarsi la promozione nel migliore dei modi. Ma nel frattempo non ancora tutto è perduto: c’è una semifinale di ritorno dei playoff da disputare. E, per quanto dura possa essere, bisogna crederci. Serve anche questo per vincere.





