La casa di Borgo Panigale vuole portare in pista quattro moto ufficiali per la stagione 2020. La coppia Dovi-Petrucci confermata al 99%.
Quattro Ducati ufficiali nel 2020 – Uno dei dubbi che affligge gli appassionati è sapere se Ducati prolungherà il contratto al ternano Danilo Petrucci. Dopo i tre podi consecutivi, tra cui la vittoria al Mugello e il terzo posto al Montmelò, per Danilo il rinnovo sembra ormai una formalità. Nel 2020, quindi, rivedremo al comando del team ufficiale la tanto affiatata coppia Dovizioso-Petrucci.

Quattro Ducati ufficiali nel 2020 – Praticamente un obbligo per Borgo Panigale
Manca quindi solo l’ufficialità, tanto che Ducati ora sta pensando ad un altro obiettivo. La Ducati vuole schierare una pattuglia tutta ufficiale per il 2020. Prima di tutto bisogna rinnovare il contratto all’australiano Jack Miller, il quale ha messo in chiaro che non gradirà in alcun modo una retrocessione dal punto di vista tecnico. Più che il rinnovo, il vero problema sarà trovare i fondi per affidare sia a lui che a Bagnaia delle GP20 identiche a quelle che avranno Dovizioso e Petrucci.

Più che un obiettivo, sembra un obbligo per Ducati. Se vuole tenere con se Miller, dovrà assolutamente trovare la soluzione economica. In più il rookie Bagnaia attualmente guida la moto dello scorso anno, ma nel suo contratto è prevista la moto in configurazione ufficiale per il 2020.
Quattro Ducati ufficiali nel 2020 – I vantaggi di questa scelta
La Ducati ha dimostrato in questi ultimi anni di poter sostenere i suoi piloti con un alto tasso tecnico, quindi non dovrebbe essere un problema trovare i finanziamenti. Per questo sia gli uomini di Borgo Panigale sia Paolo Campinoti, patron di Pramac, si stanno già muovendo con un occhio puntato al futuro.

I benefici di questa soluzione si possono già vedere in casa Yamaha, grazie al team Petronas. Il casa di Iwata schiera già in questa stagione quattro moto praticamente uguali. Questo per cercare di recuperare il più velocemente possibile il gap tecnico, soprattutto da Honda e Ducati. Anche KTM segue la stessa linea di Yamaha, ma con risultati molto meno eclatanti. L’obiettivo però è assimilare più dati possibili in una MotoGP sempre più equilibrata e anche Ducati non vuole farsi trovare impreparata.





