Non si fermano le proteste ad Hong Kong. Erano iniziate con intenti pacifici, ma ora si è aggiunta una frangia violenta
Non si arrendono i manifestanti di Hong Kong, ma all’interno del movimento di protesta c’è anche una frangia più violenta. La governatrice Carrie Lam non ha intenzione di dimettersi e durante il week end per la prima volta sono stati usati i cannoni ad acqua ed è stato sparato un proiettile in cielo come avvertimento.

Gli scontri di domenica sono stati i più duri. I manifestanti hanno lanciato mattoni e molotov contro le forze di sicurezza, scrive Reuters. Ad un certo punto, alcuni poliziotti hanno puntato le loro armi contro manifestanti e giornalisti. Poco dopo un colpo è stato sparato. I cannoni ad acqua non erano utilizzati da anni, ma la polizia ha deciso di metterli in campo per costringere i manifestanti a disperdersi.
La polizia ha arrestato 36 persone (29 uomini e sette donne), tra cui un dodicenne. Le accuse sono assemblea illegale, possesso di armi e attacco ad agenti di polizia.
La manifestazione pacifica ha visto 1 milione e 700 mila persone formare una catena umana chiedendo pace e democrazia. La leader di Hong Kong Carrie Lam ha poi dichiarato che inizierà a lavorare con la comunità per trovare una soluzione alla crisi senza doversi dimettere. Le proteste rappresentano la più grande sfida popolare per il presidente cinese Xi Jinping da quando ha preso il potere nel 2012. Pechino vorrebbe reprimere i disordini in vista del 70° anniversario della fondazione della Repubblica popolare cinese il 1 ottobre.





