Un cambiamento atteso quando contrastato avverrà anche nella massima categoria motoristica. La Formula 1 diventerà Carbon Neutral entro il 2020. Ad annunciarlo è Chase Carey, il presidente e CEO della Formula 1 che, malgrado le critiche, ha deciso di accettare questa nuova sfida.

Formula 1 zero emissioni – Il mondo del motorsport ha subito numerosi cambiamenti nel corso dell’ultimo decennio. L’avvento dell’ondata elettrica ha portato alla creazione di categorie elettriche come la Formula E e la Moto E che, gradualmente, cominciano a riscuotere successo tra il pubblico. Malgrado le grandi opposizioni, anche la Formula 1 sembrerebbe pronta a diventare più “green”, diventando “carbon neutral” entro il 2030.

Formula 1 zero emissioni – Una scelta di audience?

Dall’arrivo di Liberty Media ai vertici della Formula 1 nel 2016, la società americana non è riuscita ad incrementare sensibilmente le entrate della categoria. Una delle ragioni principali è legata al fallimento di Liberty Media di attrarre nuovi sponsor a livello globale. Un ambito dove, se Formula 1 ha fallito, Formula E ha riscosso grande successo.

Nel corso delle ultime due stagioni, Alejandro Agag è riuscito ad attrarre numerosi sponsor in Formula E. Tra questi, troviamo ABB, Enel X, Allianz, Modis e Bosch che sono tutte società che, nei rispettivi ambiti, stanno investendo notevolmente nella mobilità elettrica ed in investimenti green. Lo stesso Chase Carey ha sottolineato l’importanza di questa svolta eco-sostenibile, necessaria per attrarre nuove sponsorizzazioni.

“Questo cambiamento è una cosa buona per noi perché gli appassionati tengo all’ambiente. E’ un’ottima cosa avere una soluzione. Complessivamente, è un cambiamento positivo per il nostro business, dato che i nostri partners tengono molto a questo”Chase Carey, CEO di Liberty Media

Non è un mistero che Liberty Media non riesca ad incrementare i ricavi della Formula 1. Nella stagione 2018 Formula 1 ha registrato “ricavi primari” per 1.49 miliardi di dollari, stabili rispetto alla stagione precedente. Questa parte sostanziale del bilancio della massima serie automobilistica include gli introiti dei tracciati, dalle televisioni e dalle sponsorizzazioni. Tutto qui? Non c’è dell’altro?

Formula 1 zero emissioni – Una categoria più sostenibile

Secondo i dati riportati dal Financial Times, il circus produrrebbe 256.000 tonnellate di anidride carbonica in un anno. Lo stesso livello di inquinamento prodotto da 30.000 abitazioni nel medesimo periodo. L’obiettivo dichiarato dal management della Formula 1 è di ridurre le emissioni sotto tutti i punti di vista; dai viaggi fino alla pista, passando per il paddock.

“Riconosciamo il ruolo critico che le organizzazioni stanno avendo a livello globale. Spingendo fortemente sul l’immenso talento, passione ed innovazione della comunità della Formula 1, sono sicuro che possiamo portare un impatto significativo sia all’ambiente che alle comunità dove corriamo”Chase Carey

Royal Dutch Shell, ExxonMobil e Petronas lavoreranno per produrre biocarburanti in grado di permettere alle vetture di completare una corsa entro 10 anni. Verranno inoltre introdotte politiche per la riduzione degli sprechi durante i weekend, tra cui l’abolizione della plastica monouso promuovendo prodotti eco-compatibili o riciclabili. Sotto il punto di vista dei viaggi, Liberty Media lavorerà alla riorganizzazione del calendario, riducendo la distanza tra i circuiti. Questo garantirebbe di usare, almeno parzialmente, traporti diversi da quello aereo.

La Formula 1 diventerà elettrica? Per ora no perché si è deciso di spingere verso la tecnologia ibrida, combinandola con carburanti sostenibili. Questa scelta di non abbandonare la propulsione tradizionale ha raccolto molte critiche da Julia Poliscanova, responsabile dei veicoli ad impatto zero nel Trasporto ed Ambiente per una lobby con sede a Bruxelles.

“Le tecnologie per fare auto da corsa a zero emissioni è già stata inventata ed è disponibile sul mercato. Le auto si chiamano “auto elettriche”. Per cui, è poco chiaro il perché Formula 1 decida di continuare ad utilizzare i propulsori tradizionali i quali causano molto più inquinamento atmosferico”Julia Poliscanova

Formula 1 zero emissioni – Le difficoltà di una griglia povera di costruttori

Il fallimento della Formula 1 rispetto alla Formula E nelle ultime stagioni non riguarda solamente la crescita dei ricavi e degli sponsor. Un aspetto critico delle recenti stagioni di Formula 1 è la scarsità di costruttori in griglia. Mercedes, Ferrari, Renault e McLaren in Formula 1 contro BMW, Audi, Porsche, Mercedes, Nissan, DS Automobiles Venturi e NIO in Formula E.

Tutte le principali case automobilistiche hanno incentrato i rispettivi piani industriali sulla produzione di auto elettriche. Un trend che la Formula 1 non può più ignorare. L’eventuale ingresso di nuovi costruttori nel mondiale lo renderebbe ancora più attrattivo e competitivo, contribuendo all’aumento degli introiti per Formula 1.

Questo aiuterebbe un circus sempre più alla ricerca di località esotiche per lo svolgimento di un GP e che aumenta annualmente i contribuiti richiesti ai singoli tracciati. Questi fattori hanno contribuito allo scetticismo attuale nei confronti della gestione di Liberty Media. La maggioranza del pubblico vorrebbe che la Formula 1 mantenesse la sua identità storica, guardando solo parzialmente a nuove località. Molti team hanno bocciato l’idea di avere 25 GP stagionali non solo per un motivo di costi.

Forse, per quanto possa essere strano agli appassionati, questa potrebbe essere la strada giusta.

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