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Il 26 Gennaio regionali Emilia-Romagna, chi vincerà?

Bonaccini Bergonzoni

Il 26 Gennaio si terranno le regionali in Emilia Romagna, storica regione “politica” della Sinistra, dopo la vittoria della Lega in Umbria difficile fare oramai pronostici

In quest’Italia oramai niente si dà per scontato. Il Conte II frutto dell’improbabile alleanza Partito Democratico-Movimento 5 Stelle ha fatto nascere fin da subito delle polemiche, da “governo della poltrona” alle “sardine”, fino alle dimissioni del Ministro dell’Istruzione Fioramonti di fazione M5S.

Invece Salvini dopo aver ricoperto l’incarico di Ministro dell’Interno è tornato a fare propaganda, dopo la vittoria alle regionali in Umbria ora vi è lo stesso scenario in Emilia Romagna. Da sempre “storica” regione della Sinistra Politica Italiana. I due candidati sono Stefano Bonaccini attuale presidente regionale in carica dal 2014 ( PD) e Lucia Borgonzoni, la candidata della Destra (Lega).

Regionali in Emilia, il candidato Bonaccini

Bonaccini nasce a Modena nel 1967, comincia la sua carriera politica nel 1990 all’età di 23 anni nel ruolo di assessore allo sport, cultura e politiche giovanili nel comune di Campogalliano. Segretario della Sinistra Giovanile fra il 1993 e il 1995. Aderì ai “Democratici della Sinistra” prima del suo ingresso nel PD come segretario provinciale nel 2007, fino alle elezioni del 2014, nelle quali viene eletto presidente dell’Emilia-Romagna.

Bonaccini si è in particolar modo contraddistinto nei talk-show politici per l’esercizio di una dialettica non comune. Uomo informato e “ampio conoscitore” dei temi politici più sentiti. Non è stato immune ai problemi giudiziari, assolto nel 2013 dal GUP di Modena per abuso d’ufficio. Nel 2014 risultava indagato per peculato, riguardo alle “spese pezze” dei consiglieri emiliano-romagnoli. Tutto ciò verrà archiviato nel Febbraio 2015, su richiesta del GUP stesso.

L’opposizione di Destra, Borgonzoni come rappresentante della Lega

Lucia Borgonzoni ha fatto la sua prima apparizione “nota” a livello pubblico in Parlamento. Aveva esposto la maglietta con la scritta “Parliamo di Bibbiano”. Non a caso, la candidata della Lega si riferiva agli eventi inerenti all’inchiesta giudiziaria Angeli e Demoni, avvenuti proprio in territorio emilio-romagnolo.

Classe 1976, iscritta alla Lega (quando ancora era Lega Nord) fin da quando aveva 16 anni, è una designer e ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti. Il suo primo incarico politico risale al 2009 come consigliere provinciale, incarico per il quale dovette dimettersi per via della sua elezione del 2011 nel Consiglio Comunale di Bologna. Ha guidato per svariato tempo “i Giovani Padani” (la vecchia Lega giovani).

La svolta avvenne alle Politiche del 2018, eletta senatrice, fu anche Sottosegretario di Stato ai beni culturali durante il governo Conte I.

Cambiamenti di scenario in vista delle elezioni

Infatti proprio in queste regionali potrebbe esserci in ogni caso uno scenario a dir poco non comune. Infatti storicamente, dalla fine del secondo conflitto mondiale in Emilia Romagna governano forze politiche di sinistra. Un’ulteriore vittoria di Bonaccini sarebbe la sentenza definitiva del profondo dogma ideologico del popolo emilio-romagnolo. Oltre ovviamente al consolidamento dell’esecutivo PD-M5S, il quale appariva in difficoltà fino a poco tempo fa.

Con la vittoria della Lega, partito che media fra la Destra e l’Estrema Destra, oltre al mutamento politico della Regione, ci sarebbe un ribaltamento fra l’orientamento politico dei governi regionali in rapporto all’esecutivo centrale dello Stato.

Metropolitan Magazine Italia

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