Il Frosinone si è reso protagonista di un girone di andata caratterizzato da alti e bassi. Analizziamo la prima parte di stagione dei Canarini, con uno sguardo al mercato e alle prospettive future.
Frosinone, un girone di andata in chiaroscuro
Dovendo tracciare un bilancio del girone di andata disputato dal Frosinone di Alessandro Nesta non si può certo dire che non ci saremmo aspettati qualcosa in più. Retrocessi al termine della stagione precedente, i Ciociari puntavano ad un ritorno tempestivo in Serie A, magari evitando il limbo dei play-off.
A tutt’oggi la realtà è però ben diversa. I Canarini occupano il sesto posto a quota 27 punti, in coabitazione con Ascoli e Perugia. Le lunghezze di distanza dalla seconda piazza, occupata dal sempre più sorprendente Pordenone, sono 7. Un divario che comincia a farsi consistente, considerando il fatto che i Ramarri non sembrano intenzionati a mollare. Ma analizziamo nel dettaglio la prima parte di stagione disputata dai giallazzurri.
Avvio shock per i Ciociari
Un Frosinone orfano di alcune cessioni rilevanti (Daniel Ciofani su tutte) si affaccia alla nuova stagione con un nuovo tecnico e tante novità. L’obiettivo, però, resta sempre lo stesso: tornare in massima serie per la terza volta nella sua storia. L’avvio è però da shock: i Ciociari cadono al Friuli contro la matricola Pordenone (3-0). Si pensa al classico passo falso momentaneo, ma non è così. Alla vittoria contro l’Ascoli fanno seguito i pareggi casalinghi contro Cosenza e Venezia e le sconfitte esterne contro Virtus Entella e Perugia. I Canarini pareggiano anche in trasferta contro la Salernitana di Ventura e arrivano alla sosta in piena zona retrocessione.

Sembra di vivere il peggiore degli incubi, ma purtroppo per i giallazzurri è la triste realtà. Al rientro dalla pausa per le Nazionali Alessandro Nesta è già in discussione. Il tecnico salva la panchina battendo di misura il Livorno (1-0). Da lì comincerà la ripresa dei Leoni, che in casa mantengono l’imbattibilità, collezionando altre quattro vittorie consecutive. A ciò fa però riscontro il rendimento negativo lontano dal Benito Stirpe: la prima vittoria lontano dalle mura amiche arriverà addirittura l’8 dicembre (0-2 contro la Juve Stabia).
Buone feste, ma non per il Frosinone
Il Frosinone si trova a dover affrontare le ultime tre gare del 2019 con un trittico tutt’altro che semplice. Nella gara pre-natalizia gli uomini dell’ex campione del mondo cadono al Vigorito contro il Benevento dei record. Ma è nel giorno di Santo Stefano che arriva la vera doccia fredda. La sconfitta casalinga contro il Crotone mette fine alla serie positiva in casa. Il pareggio a reti bianche contro l’ostico Pisa fa chiudere l’anno in maniera terrificante: 1 solo punto in 3 gare. Una tendenza che non dovrà certo riconfermarsi: la zona retrocessione è a soli 5 punti di distanza. E i Ciociari non possono certo ripetere l’esperienza thrilling del mese di ottobre.
Calciomercato, è caccia alla punta
L’assenza di Ciofani si è certamente fatta sentire in questa prima parte di stagione. 22 reti segnate non sono granché per chi vuole puntare a traguardi alti. Pertanto appare chiaro che la priorità della sessione di mercato invernale sarà quella di rinforzare il reparto offensivo. Il nome caldo è quello di Gabriele Moncini della Spal. L’attaccante ha giocato la seconda parte della stagione appena trascorsa in prestito al Cittadella, realizzando numeri importanti. In sei mesi il giocatore pistoiese ha messo a segno 12 reti in 17 presenze in campionato. Nelle cinque presenze della post-season i gol messi a segno sono invece 3.

Un papabile acquisto che ridarebbe non poco entusiasmo ad un ambiente fin qui non certamente soddisfatto. La formula prevista dovrebbe essere quella del prestito con obbligo di riscatto condizionato. Seguiranno aggiornamenti sulla trattativa in corso. Nel frattempo il Frosinone giocherà la partita inaugurale del 2020 del campionato cadetto al Benito Stirpe contro il Pordenone. Non sarà certo una passeggiata, ma partire col piede giusto avrà un’importanza più che vitale. Testa bassa e a lavoro.
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