È in uscita domani, il nuovo singolo di Montone: Replay, il binomio perfetto tra l’energia internazionale e lo spirito della canzone italiana.
Un paio di anni fa usciva il primo singolo del nuovo album di Montone, Portami al
mare, con l’aspettativa e l’euforia di una nuova avventura. Dopo aver inciso un disco
in inglese (come Party in a Forest) nel 2014, infatti, il giovane cantautore si riallaccia
alla tradizione della canzone italiana ma con la spinta e il respiro della musica
d’oltreoceano.

Aveva solo quattro anni quando nella sua vasca da bagno, piccolo e sognante,
Montone già scriveva canzoni. Da allora la tenacia e la passione lo spingono in uno
stile musicale deciso ma sperimentale. Con Replay, ora, si rimette in gioco con un
nuovo sound graffiante e alternativo.
Mentre in sottofondo passa Replay, Montone racconta così le ombre e le prospettive
che si nascondono dentro questo nuovo progetto. Con lo sguardo acuto di chi scruta
nel suo passato per focalizzare meglio già il futuro.
MMI: La tua giovanissima carriera musicale: dalla Calabria a Roma, perché in
questa città?
M: Perché Roma è una città che mi ha sempre affascinato. E’ una città che ne
contiene altre venti. Dentro c’è l’animo umano con le sue infinite sfaccettature,
tutta la sua storia e i suoi angoli bui.
MMI: Se partiamo dall’uscita del singolo Replay, ci sentiamo come quei versi che
“fanno un tuffo dentro i miei guai”. E, io allora ti chiedo, restando tra i
versi: tu ora dove sei? Cosa fai?
M: Sono sempre in movimento, almeno con la mente, poi come dicevamo, mi trovi
sempre qui a Roma.
Sto scrivendo un sacco di cose nuove e sto cercando suoni nuovi per le mie
prossime canzoni.
MMI: Nella canzone Replay parli di “mostri in piedi sulle scale sempre lì fermi
ad aspettare me”: parlaci di loro; che faccia hanno i tuoi mostri? Chi
sono?
M :I mostri sono le nostre paure, e in certo senso siamo noi stessi, hanno la mia
faccia, la tua, quella di chiunque.
Quella frase lì l’ho scritta pensando ad una immagine: quando torni a casa a
notte fonda, da solo, ubriaco, aspetti l’ascensore e in quel limbo ti capita spesso
di fermarti a pensare e ritrovarti davanti i tuoi mostri, persone, eventi, storie
della tua vita che sembrano seguirti sempre ovunque tu vada.
MMI: Amante della cinematografia e della fotografia: non è che tra qualche
anno ti ritroviamo sul grande schermo?
M: Ma non saprei, al momento non ci sto proprio pensando, però non lo escludo.
Fotografia e cinema rientrano tra i miei studi e per un po’ sono stati il mio
lavoro, ma in questo momento sono totalmente concentrato sulla musica e sui
prossimi brani.
MMI: Panorama musicale italiano attuale: tre parole per descriverlo
M: Fluido: perché tante cose sono cambiate nel giro di pochi anni e stanno
ancora cambiando; interessante: perché stanno uscendo fuori cose nuove e
belle, c’è un’aria nuova; chiuso: perché, soprattutto per quanto riguarda i
suoni e la scrittura, siamo sempre un po’ troppo tradizionalisti e guardiamo
poco a quello che succede all’estero.
MMI: E, tra queste tre parole, la tua musica e il tuo progetto dove li
collochi?
M: Ovviamente tra le cose interessanti (ride, ndr)
Rossella Papa





