Ecco il videomessaggio del rettore Maurizio Oliviero, dell’Università degli Studi di Perugia

In questi giorni difficili, a causa dell’emergenza coronavirus, anche la scuola italiana sta dando prova della sua versatilità organizzando lezioni online in sostituzione di quelle in aula. Ciò che però è abbastanza inusuale, tanto nelle lezioni in aula quanto in quelle online, è vedersi connettere il rettore in persona per parlare direttamente con gli studenti.

E’ proprio quello che è successo durante una delle lezioni sul web dell’Università degli Studi di Perugia. Il rettore, Maurizio Oliviero, ha deciso di irrompere durante una lezione per lanciare un messaggio di solidarietà e dolcezza ai ragazzi che, in poche ore, ha già fatto il giro del web.

Vi chiedo comprensione, solidarietà, un aiuto. Oggi più che mai abbiamo bisogno di alzarci in piedi e di essere comprensivi l’uno con l’altro. Noi siamo a vostra disposizione

Maurizio Oliviero, rettore Università degli Studi di Perugia

Esordisce così Oliviero, il quale, parlando senza filtri e senza troppi giri di parole, non esita a dichiarare ai ragazzi con voce rotta e commossa:

Siete la nostra risorsa più importante. Vi prometto che ne usciremo presto, ci ritroveremo tutti insieme a ballare sui prati del rettorato. Ballerò anche io per la prima volta in vita mia. Organizzerò una festa pazzesca e vi voglio tutti ubriachi quando, pensando a questi momenti, diremo che ce l’abbiamo fatta. Ogni parola per me è un impegno. Vi voglio bene e spero di abbracciarvi presto

Maurizio Oliviero, rettore Università degli Studi di Perugia

Questo messaggio non è semplicemente un freddo gesto solidale nei confronti di alcuni studenti, è molto di più: è un invito alla forza, alla vita, alla determinazione, all’unione, alla speranza.

Perché se c’è una cosa che tutta questa importante sfida ci sta insegnando è che siamo tutti uguali. Aldilà delle convenzioni sociali, aldilà delle gerarchie, siamo semplicemente ed imperfettamente uomini che hanno bisogno di farsi forza l’uni l’altro. Questa è la scuola che ci piace, questa è la scuola che abbiamo sempre sognato.

Perché, come ci ricorda Sacha Guitry, la scuola non è altro che un edificio (ora più che mai virtuale) in cui si insegna ai propri figli ciò che è essenziale per diventare insegnanti.