Charlie Chaplin, un comico gentile diventato leggenda del cinema. Oggi ricorre l’anniversario della nascita di una delle massime icone del cinema muto, capace di spaziare da ruoli drammatici a comici con una versatilità impressionante. E, tuttavia, il suo modo di interpretare i personaggi era sempre caratterizzato da quel tipico umorismo nero che caratterizza il mondo della comicità anglosassone. Un’ironia elegante e allo stesso tempo tagliente, che ha reso l’attore inglese una star del cinema.

Charlie Chaplin nei panni del celeberrimo Charlot
Charlie Chaplin nei panni del celeberrimo Charlot

Charlie Chaplin: Dalla povertà londinese a Charlot

Nato il 16 aprile 1889 a East Street, probabilmente in un accampamento di zingari, Charlie Chaplin ottiene i primi ruoli a cavallo tra il 1900 e il 1903, per poi cominciare la collaborazione con Fred Karno nel biennio 1906-1907 in vari spettacoli di varietà, chiamato Il circo di Casey. Ma sarà durante la prima guerra mondiale che si consacrerà come attore, grazie al personaggio di Charlot. Infatti, tra il 1914 e il 1919, Charlie Chaplin girerà diversi cortometraggi incentrati sul personaggio pantomimico, riscuotendo un successo incredibile che lo poterà alla celebrità mondiale nel 1921 con Il monello.

Nel 1925, Charlie Chaplin recita ne La febbre dell’oro, in una pellicola dall’alto valore simbolico, in quanto sarà l’ultima prima dell’avvento del sonoro. Infatti, nel 1927 il cinema viene trasformato da questa rivoluzione copernicana che coglie alla sprovvista l’attore inglese, il quale continuerà comunque a proporre il suo personaggio. Una scelta che lo ripagherà dell’Oscar alla carriera del 1929, il primo dei tre vinti dal comico britannico. Nello stesso anno, nonostante le perplessità, dirige e interpreta Luci della città, gettando le basi per quello che sarà il suo capolavoro per antonomasia.

Charlie Chaplin nei panni di Adenold Hynkel nel capolavoro Il grande dittatore
Charlie Chaplin nei panni di Adenold Hynkel nel capolavoro Il grande dittatore

La seconda guerra mondiale e la dittatura nazista: Il grande dittatore come fonte di ironia dell’orrore

In un mondo scosso dall’invasione tedesca del territorio polacco il 1°settembre 1939, dopo la rottura del patto di non aggressione firmato tra i ministri Molotov e Ribbentrop, Nel 1940 Charlie Chaplin investe il doppio ruolo di dittatore e oppresso nel suo capolavoro Il grande dittatore. Girato completamente in sonoro, il film vede il comico inglese vestire prima i panni del dittatore di Tornania Adenold Hynkel e, successivamente, quelli del barbiere ebreo perseguitato. Uno scambio di ruoli che consacra ancora di più il genio di Chaplin, grazie all’ironia nel racconto dell’orrore della guerra e dell’oppressione nazifascista nel mondo. Quella stessa ironia che, molti anni più tardi, ispirerà anche l’Italia e Benigni con La vita è bella.

Nel 1973 vince il suo ultimo Oscar, quello per la miglior colonna sonora di Luci della ribalta. Il sonno se lo porterà via per sempre la Notte di Natale del 1977, all’età di 88 anni. Di lui, però, resterà il mito immortale di un uomo che della sua mimica ha saputo fare la storia del cinema.

Tanti auguri, Charlie Chaplin.

Seguiteci su MMI e Il cinema di Metropolitan