Dopo la rinuncia del Piacenza di partecipare ai play-off, la “bora” ha spazzato momentaneamente la questione “Lovisa-stadio” lasciando il posto, nella mente di tifosi e giocatori della Triestina, al sogno promozione. Dopo il passaggio del primo turno, gli occhi sono puntati alla sfida tra Padova e Sambenedettese: la vincente affronterà gli Alabardi il 5 luglio in uno scontro diretto valido per il passaggio alla fase nazionale dei play-off.

L’ESPERIENZA È LA CHIAVE DI VOLTA:
Come ben sappiamo, in queste tipologie di tornei il fattore determinante è sicuramente l’esperienza, caratteristica che straripa nell’organico dei biancorossi, a partire dalla difesa. La coppia centrale dei “Muli” è rappresentata dall’ex pilastro del Livorno in A, Lambrughi, e da una conoscenza approfondita del campionato di C propria di Malomo. Affiancati a loro sulla destra, mister Gautieri può alternare Scrugli e Formiconi, due terzini che calpestano i prati di questa competizione sin dall’inizio della loro carriera. A sinistra, invece, non c’è rivalità: nessuno ha un bagaglio d’esperienza tanto grande quanto quello di Davide Brivio, che ha vestito alcune prestigiose maglie di A come quelle di Fiorentina e Atalanta. Ma il perno dei Giuliani è sicuramente lui: Ciccio Lodi, uno che è in grado di mettersi la squadra sulle spalle e di trascinarla alla vittoria facendo fruttare sia gli inserimenti senza palla che i calci piazzati. Chi sfrutterà i lanci del 10 della Triestina sarà sicuramente Vincenzo Sarno, vecchia conoscenza anche lui della Serie C, preso in prestito a Gennaio dal Catania. Mentre in area i biancorossi possono contare su un calciatore di categoria nettamente superiore: Pablo Granoche, che ha stregato tantissime difese in B e vestito numerose maglie in A.
“NON SOTTOVALUTATE LA TRIESTINA!”
La Triestina, nonostante i pronostici sfavorevoli, ha tutte la carte in regola per sognare l’obiettivo promozione, candidandosi come possibile sorpresa della competizione. Ci troviamo quindi d’accordo con il giornale web “Il Piccolo” che le ha assegnato un ruolo di “mina vagante”, indicando come tutte le squadre, date le sfavorevoli condizioni, partano alla pari, lasciando come unico giudizio il campo.





