
Le Regioni hanno presentato al Ministero dell’Istruzione le linee guida per la ripartenza della scuola a settembre. Mentre rimane ancora incerta la data di rientro in classe, è sicuro invece che ogni studente necessiterà di due metri quadrati di distanza dai compagni e non ci sarà l’obbligo di indossare la mascherina in aula. La didattica a distanza resterà un ricordo sia per le scuole primarie sia per le secondarie.
Scuola, linee guida per settembre
La scuola riparte con gli Esami di maturità che da mercoledì 17 giugno hanno preso il via in tutta Italia. Un esame di Stato che resterà nella storia proprio come segno di ripresa di una didattica che per mesi è stata stravolta dalla pandemia. Alunni e insegnanti si ritrovano in classe, distanziati e con le mascherine. La stessa ansia di ogni anno, le stesse paure e le speranze: la voglia di guardare avanti con ottimismo.
Anche le Regioni intendono arrivare pronte a settembre e per questo motivo hanno già presentato le linee guida per la ripartenza delle lezioni. Stop alla didattica a distanza: alunni e insegnanti si ritroveranno in aula – forse – dal 14 settembre 2020. Le regole che i governatori hanno stilato sono chiare: ogni alunno dovrà avere almeno due metri quadrati di distanza dai compagni. Insegnanti e studenti, però, potranno restare in aula senza mascherina, ma dovranno arrivare a scuola con i dispositivi di sicurezza indossati. Obbligatoria, invece, la mascherina indossata nelle aule in cui sono presenti alunni immunodepressi. E ancora: la ricreazione sarà prolungata, ma la merenda dovrà essere consumata al banco. Per uscire dall’aula, sia insegnanti sia studenti, dovranno indossare le mascherine.
Ogni spostamento tra le aule dovrà garantire il distanziamento minimo di un metro tra gli studenti, nonché l’obbligo per ciascuno di indossare la mascherina. Dovranno inoltre essere garantiti percorsi di ingresso e uscita distinti, al fine di evitare assembramenti.
Carenza di personale scolastico
Le Regioni hanno già provveduto a segnalare la mancanza di sufficiente personale scolastico – bidelli e docenti – utile a garantire il rispetto delle suddette normative di sicurezza e prevenzione. “Il personale è insufficiente rispetto alla gestione di orari più ampi e con maggiore necessità di controllo e vigilanza soprattutto all’entrata e uscita e negli spostamenti”, hanno rimarcato. “Occorre implementare le dotazioni con particolare attenzione al personale Ata“.
Saranno gli stessi docenti a provvedere alla disinfezione e sanificazione degli ambienti, delle cattedre e degli oggetti “prima di consegnare la classe al docente successivo“. Un’altra norma riguarda, infine, le mense scolastiche: verranno servite porzioni individuali e verrà stilato un “menù ah hoc”. Inoltre, non è previsto lo scodellamento nel caso di mense veicolate; alternativa plausibile per quelle dirette.
Il Veneto in prima linea
In prima linea sulla questione della riapertura delle scuole c’è il governatore del Veneto, Luca Zaia. “Queste linee guida, che hanno dietro i Dipartimenti di prevenzione regionali – ha detto -, sembrano accettate al 90 per cento dal ministero dell’Istruzione, anche se, a oggi, non abbiamo avuto conferma della validazione. I colleghi presidenti condividono la mia posizione sulle mascherine, vogliamo evitare che i bambini inalino anidride carbonica”.





