

Padre Bartolomeo Sorge si è spento oggi nella casa di riposo per gesuiti di Gallarate (Varese). Il gesuita, teologo ed esperto di dottrina della chiesa si è spento serenamente a 91 anni. Protagonista del rinnovamento della Chiesa dopo il Concilio Vaticano Secondo, padre Sorge era fiero sostenitore dell’antipopulismo. Credeva invece nel popularismo, principio ispirato a Don Bosco. Nato a Rio Marina il 25 ottobre 1929, si era trasferito a Castelfranco Veneto con i genitori nel 1938.
Ordinato sacerdote nel 1958, dopo essere entrato nella compagnia del Gesù 12 anni prima, entra a far parte della redazione de La Civiltà Cattolica, il quindicinale della compagnia. Il suo apporto e il suo impegno lo rendono direttore nel 1973. Lascia la direzione di Civiltà Cattolica nel 1985, e successivamente si reca a Palermo per dirigere l’Istituto di formazione Politica Pedro Arrupe fino al 1996. All’interno di questo Istituto, insieme a padre Ennio Pintacuda, sostiene la cosiddetta Primavera di Palermo, periodo che va dal 1985 al 1990, famoso per il fiorire di eventi e movimenti culturali. Nel 1997 torna a Milano e si occupa della direzione delle riviste Popoli e Aggiornamenti Sociali.

La morte improvvisa di padre Sorge
Si è spento nella notte, improvvisamente, come spiegano i dipendenti della casa di riposo per gesuiti, dove ha trascorso gli ultimi anni anche il Cardinale Martini. La sua instancabile sete di giustizia lo porta a essere ricordato come uno tra i più colti e rivoluzionari esponenti della Chiesa cattolica. Ha continuato, fino all’ultimo periodo, a tenere conferenze, a scrivere saggi, e a mantenere alta la produzione di scritti sulla dottrina cattolica e sull’impegno dei cristiani in politica, suggerendo alla Chiesa di mantenere i suoi principi di carità.
a cura di Marianna Soru
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