La Treccani definisce il Revenge P*rn così: “la diffusione nella Rete di immagini sessualmente esplicite, senza il consenso del soggetto ritratto, che di solito è una donna, da parte di individui che intendono così denigrare l’ex partner”. Nonostante dal 9 agosto del 2019 esista anche in Italia il reato di Revenge P*rn, i casi non accennano a diminuire. È proprio degli ultimi giorni la vicenda di una maestra d’asilo a Torino, che ha perso il lavoro a causa della diffusione illecita di un suo video hard.

Cos’è successo

La triste vicenda inizia con un uomo che condivide il video della sua ex partner su un gruppo WhatsApp. Il video inizia a circolare finchè non finisce tra le mani della compagna di uno dei destinatari. La donna riconosce nel video la maestra d’asilo dei suoi figli, e contatta la direttrice (non prima di aver diffuso il video anche ad altre mamme). La vittima vuole denunciare l’accaduto, ma viene minacciata: se denuncerà coloro che hanno diffuso il video, il materiale verrà inoltrato anche alla dirigente dell’asilo dove lavora. Nonostante questo, la maestra decide di denunciare, e il suo “video hard” viene mandato anche alla direttrice, che la licenzia e la umilia pubblicamente.

Attualmente la dirigente scolastica è stata accusata di diffamazione, per aver rivelato pubblicamente i motivi dell’allontanamento. Il detentore del video è stato invece condannato a un anno di lavori socialmente utili.

Revenge P*rn: la solidarietà femminile è un’arma

Un ruolo interessante in questa vicenda l’hanno avuto le altre donne, che hanno fatto da eco alla violenza maschile. Spesso si tende a pensare che per proteggersi, sia necessario allearsi con il più forte, e adottare gli stessi comportamenti di chi ci opprime. Questi atteggiamenti sono dettati dalla paura di trovarsi a propria volta nel ruolo di vittima. La paura non è infondata: Secondo una ricerca dell’ European Institute for Gender Equality il 90% delle vittime di Revenge P*rn sono donne.

La prima arma è sicuramente quella di inasprire le pene per chi diffonde foto e video, e intervenire su una cultura sessuofobica e maschilista. Noi di BRAVE, però, pensiamo che sia importante anche costruire una rete di donne che sia in grado di fare da scudo alla violenza degli uomini. In una società che prova tutti i giorni a umiliare le donne, è fondamentale sostenersi a vicenda. Altrimenti nessuno lo farà al posto nostro.

Per approfondire: Revenge Porn: viaggio fra privacy, libertà e dignità