Continuano le polemiche tra Viggo Mortensen e il politically correct delle comunità rappresentanti le minoranze. La scorsa settimana, si è scagliato contro chi lo ha accusato di appropriarsi un ruolo, quello di un omosessuale, non suo. “Non sono affari vostri. Chi vi dice che sono etero?”, aveva allora replicato ai giornalisti. Viggo Mortensen chiaramente non le manda a dire. E quando si attacca di razzismo l’oscarizzato film Green Book, che lo ha visto protagonista, non ci sta.

Green Book è un film di Peter Farrelly (Tutti pazzi per Mary, Scemo & più scemo) , che ha sbancato gli Oscar del 2019, aggiudicandosi anche quello di Miglior Film. La pellicola è basata su una storia vera, e tratta l’improbabile amicizia negli anni ’60  tra un sofisticato e tormentato pianista afroamericano (interpretato da uno straordinario Mahershala Ali, oscar miglior attore non protagonista) e la sua bodyguard, un mangione italoamericano un po’ qualunquista, ma solare (Viggo Mortensen nominato all’Oscar). Viggo, che tra le 7 lingue che parla, conosce anche l’italiano, con le sue abbuffate e attacchi al frigorifero è particolarmente divertente ed in parte. Tuttavia la pellicola, gradevole che sia, è da subito risultata al centro delle polemiche, quasi inevitabili quando dei “bianchi” toccano la “questione dei neri”.

Green Book, al centro delle polemiche

I due protagonisti di Green Book arricchiscono l’un l’altro con la loro amicizia; Don Shirley, il pianista afroamericano, apre il rozzo buttafuori ad un mondo di sensibilità, sofisticatezza e comprensione dei problemi razziali. Tony Lip, dal canto suo, insegna al fragile artista ad essere solare ed aprirsi agli altri. Le critiche sostengono quindi che il film sia “mascheratamente razzista”, poiché i due personaggi non sarebbero sullo stesso piano. Tony è il vero eroe, il quale non solo “salva” il problematico amico, ma evolve anche dal proprio bigottismo.

Stuzzicato sull’argomento in una recente intervista con il quotidiano The Independent, Viggo Mortensen ha dichiarato:

È diventato quasi un cliché dire: “Questo film sarà il Green Book di quest’anno? Green Book è diventato un dispregiativo. Gran parte delle critiche che gli sono state rivolte non solo erano irragionevoli, ma anche imprecise, mendaci e irresponsabili», ha commentato la star sessantaduenne: «Le critiche si basano su un mucchio di stronz*** per tornaconto personale e niente di più. Hanno influito su quello che sto facendo o su come la gente mi vede come attore? Forse sì, ma non posso davvero farci nulla

Il litigio di Viggo Mortensen con il collega Ali

Un altro conflitto si era creato, in seguito alla promozione della pellicola, questa volta tra Viggo Mortensen e il co-protagonista Mahershala Ali. Viggo Mortensen, durante uno screening del film, aveva osato usare la “N-word”, cioè la parola “negro”, ovviamente con buone intenzioni, ma in modo inaccettabile secondo gli standard del buon costume americano. L’attore aveva dovuto pubblicamente scusarsi con il collega, che ha aperto le braccia, non senza notare che comunque la parola era inappropriata.

Mortensen e Ali avevano tra l’altro stretto una bella amicizia durante le riprese, per cui l’incidente è stato probabilmente spiacevole per i due attori. Sembra proprio che il povero Viggo, nonostante le buone intenzioni, si sia reso conto che trattare storie sulle minorità è veramente un campo minato, per un bianco. Giustamente o no, difficile giudicare.

Sara Livrieri

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