Betty Page, prima pin up americana, muore a Los Angeles il 12 dicembre 2008. Il suo look ha ispirato Dita Von Teese e Madonna
Bella, brava a scuola, sfortunata. Betty Page, di cui ricorre oggi l’anniversario della morte, è stata la prima pin up statunitense. Il prototipo delle varie Dita Von Teese e altre dive del burlesque. Delle modelle attive nello shooting in pose sadomaso e bondage che si sono tutte ispirate a lei. La stessa Madonna, in varie varie fasi della sua lunga carriera, in cui sfoggia accessori fetish, ne è stata influenzata.

Abusi in famiglia e disagio economico
Betty Page nasce il 22 aprile 1923 a Nashville, nello stato del Tennessee in una famiglia disfunzionale e disagiata economicamente. Dopo il divorzio dei genitori e, pare, aver subito molestie dal padre, a 10 anni la madre divorziata la mette insieme alle sorelle in un orfanotrofio, dove dimostra determinazione e talento. E’ una prima della classe, brava a recitare e a scrivere.

Betty Page e il talento come sarta: inventerà lo stile fetish creando la sua lingerie
Diventa redattrice del giornale della scuola, ricopre il ruolo di tesoriera nel Consiglio scolastico. Nel 1940 prende il diploma, tenta di entrare all’Università ma non riesce ad ottenere la borsa di studio per un solo quarto di punto. Si iscrive al College per diventare insegnante, mentre coltiva la passione per la recitazione, e studia Arte drammatica. Per mantenersi impara a fare la parrucchiera e la sarta. Una volta diventata famosa, sarà lei stessa a creare i propri costumi di scena creando uno stile suo, il fetish.
In giro per l’America in cerca di fortuna
Trova lavoro come dattilografa dello scrittore Alfred Leland Crabb. Alla fine riesce a laurearsi, nel 1943 e si sposa con Billy Neal, poco prima che il ragazzo parta per la guerra in Europa. Quando torna, il loro matrimonio dura solo fino al 1947. Senza soldi e con poche prospettive si trasferisce prima ad Haiti dove lavora in una azienda di mobili poi a New York. Cerca lavoro come attrice, sfruttando il suo fisico prosperoso e il suo viso dai grandi occhi azzurri incorniciati dalla chioma corvina.
Betty Page e l’inizio come modella. Il suo look: lunghi capelli neri con la frangia
Si lancia come modella seguendo il consiglio di Terry Tibbs, ufficiale di polizia con la passione per la fotografia che conosce a Coney Island nel 1950. Ed è sempre Tibbs a consigliarle di pettinarsi sempre con la frangia, che le dà un’aria di ragazza dalla porta accanto creando un accattivante contrasto con le immagini erotiche a cui presto approda.
Le foto di Betty Page stile bondage, i servizi per Playboy, il successo
In poco tempo le sue foto appaiono su pubblicazioni per soli uomini le danno la visibilità tanto desiderata, poi, con il fotografo Irving Klaw inizia a posare per servizi a tema bondage. Poi su Wink, Eyeful Titter e Beauty Parade e sulle riviste del famoso editore Robert Harrison. Nel 1954, in Florida, incontra Bunny Yeager, ex modella e aspirante fotografa che la introduce nel circolo della rivista Playboy diventando un’icona dell’erotismo.
Il titolo di Miss Pin up Girl of the world
Anche se posa spesso nuda, come in uno dei suoi servizi più famosi girato per la rivista statunitense, girato nella giungla insieme a due ghepardi, i suoi servizi fotografici non hanno un esplicito riferimento sessuale. Il fondatore di Playboy, Hugh Hefner perde la testa per lei, la fa posare come Playmate nel gennaio del 1955. Nello stesso anno Bettie Page vince il titolo di Miss Pinup Girl of the World.

Gli eccessi, la bancarotta, le relazioni con Marylin Monroe e Kathrine Hepburn
Rimane sulla scena per diversi anni, mentre per le sue colleghe la carriera dura pochi mesi. A guastarla sono gli eccessi nel carattere e le spese eccessive che la portano alla bancarotta. Evita il carcere proprio grazie all’aiuto di Hefner. Si vocifera anche della sua bisessualità e di relazioni con Marylin Monoroe e Kathrine Hepburn. Lavora fino al 1957, poi sparisce nel nulla.
L’addio di Betty Page ai servizi fotografici e il declino
Se la causa sia stata il suo matrimonio con Armand Walterson nel 1958, o alcuni guai giudiziari legati al giro di foto e cortometraggi sadomaso di Klaw vendute per corrispondenza e intercettate dalla Sottocommissione sulla delinquenza giovanile del Senato, non cambia molto.
La conversione al cristianesimo e il progetto di partire come missionaria
Sarebbe l’epilogo di una storia triste come ce ne sono tante nell’ambiente dello spettacolo dove a volte le carriere di tanti personaggi fragili emotivamente si bruciano in fretta sull’onda di di uno stile di vita dove trasgressione ed eccessi sono routine. Ma c’è anche l’ipotesi di una sua conversione al cristianesimo, quando è ormai stanca della vita che fa. Le ultime notizie su di lei la danno infatti segretaria per una associazione religiosa.
Il crollo dell’equilibrio psichico e il ricovero
Il suo sogno in realtà è quello di partire come missionaria, ma ha un passato equivoco e il moralismo non perdona. E’ un altro smacco che mina il suo delicato equilibrio psichico, diventa paranoica e aggredisce con un coltello la padrona della casa in cui vive, quindi viene ricoverata in un ospedale psichiatrico da cui esce solo nel 1982.
Il libro del 1976 con le sue vecchie foto e la fanzine di Greg Thakeston
Nel frattempo, qualche anno prima, nel 1976, sono state pubblicate nel libro A nostalgic Look of Betty Page, a cura della Eros Publishing, le sue vecchie foto, che le hanno dato una ritrovata notorietà di cui lei è rimasta all’oscuro fino ad ora. Sembra esserci un’altra occasione, soprattutto quando, sulla scia del rinnovato interesse per il suo personaggio, viene data alle stampe anche la fanzine di Greg Theakston intitolata The Betty Pages.
Quando però l’editore chiede di intervistarla, lei, che vive a Los Angeles, in una modesta villetta a schiera, ormai irriconoscibile, rifiuta. Muore di polmonite nel 2008.
Anna Cavallo





