All’alba di mercoledì 30 dicembre il progetto di interruzione volontaria di gravidanza è diventato legge.
Con 38 voti favorevoli, 29 contrari e un’astensione, l’Argentina è il più grande e influente dei paesi dell’America Latina a legalizzare l’aborto. Un passo importante nel paese d’origine di Papa Francesco, un segnale anche per tutti gli altri paesi dove la Chiesa cattolica influenza.
Disegno di legge sull’aborto
La Campagna nazionale sull’aborto (#AbortoLegal2020) ha iniziato il suo lungo percorso nel lontano 2005. Dopo una battuta d’arresto nel 2018, con il rifiuto del Senato (respinto 38 a 21), finalmente la battaglia ideologica e sociale si è conclusa con una vittoria storica.
Il progetto di legalizzazione prevede l’interruzione volontaria fino alla 14a settimana, ma in caso di stupro o di età inferiore ai 13 anni non si applica il periodo limite. Ai minori di 16 anni servirà un accompagnatore, un parente o un affetto, mentre per chi ha più di 16 anni la procedura può avvenire in piena autonomia.
D’altra parte ai medici è ancora consentita l’obiezione di coscienza.
I passaggi politici
Il disegno di legge, approvato alla camera bassa l’11 dicembre con 131 voti a favore e 117 contro, è passato al vaglio del Senato il 29 dicembre alle 16.
Alberto Fernández lo aveva promesso in campagna elettorale, affermando che l’aborto è un “problema di salute pubblica“ e che le critiche sono all’interruzione volontaria di gravidanza sono un’ipocrisia. “Sono cattolico, e non mi sento meno cattolico per il sostegno all’aborto. Il mio dovere è risolvere un problema che ha la società“, ha aperto così il dibattito al Senato.
Si temevano modifiche al disegno di legge, scongiurate dai vari portavoce, come il ministro delle Donne, dei generi e delle diversità, Elisabetta Gómez Alcorta, che aveva rassicurato in merito: “L’introduzione di modifiche nel testo non è in corso di analisi“.
Tuttavia è stato concordato un veto parziale su due paragrafi della norma per eliminare la parola “integrale” negli articoli 4 e 16.
Il quarto articolo stabilisce il diritto di decidere e accedere all’interruzione della gravidanza fino alla quattordicesima settimana; mentre il sedicesimo articolo depenalizzando l’aborto, che da oggi non è più un reato.
Argentina, vittoria verde:
“Stiamo vivendo il momento storico in cui la nostra lotta è diventata legge“, affermano in questa mattinata i membri della Campagna per il diritto all’aborto.
La folla festeggia e i leader della Campagna, anche i più anziani, ballano per le piazze. Majo Corvalàn, leader femminista, ha dichiarato a Tèlam (Agenzia di stampa argentina): “Ci riposeremo e ci organizzeremo in modo che la legge venga applicata [..] Sono 15 anni di sofferenza, per ogni volta che abbiamo scoperto una ragazza morire” e ora abbiamo vinto.
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Articolo di Giorgia Bonamoneta.





