Settimana nera per i trasporti pubblici. Lunedì 8 febbraio parte lo sciopero nazionale di quattro ore, proclamato unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna.

Circoleranno regolarmente le Frecce di Trenitalia in occasione dello sciopero del personale del Gruppo FS Italiane proclamato da alcune organizzazioni sindacali dalle 9 alle 17 di martedì 9 febbraio.

Lo sciopero si svolgerà secondo fasce orarie diverse da città a città. Queste le principali: Milano dalle 9.30 alle 13.30; Torino dalle 18 alle 22; Genova 11.30 alle 15.30; Trieste dalle 9 alle 13; Bologna dalle 11 alle 15; Firenze dalle 18 alle 22; Perugia dalle 17.30 alle 21.30; Roma 8.30 alle 12.30; Napoli dalle 9 alle 13; Reggio Calabria dalle 9 alle 13; Bari 8.30 alle 12.30.

Lo si legge in una nota di Fs italiane. Trenitalia si impegna ad assicurare la quasi totalità dei collegamenti, con possibili leggere modifiche al programma dei treni. Garantiti tutti i convogli elencati nell’apposita tabella dei treni previsti in caso di sciopero nella sezione Infomobilità del sito trenitalia.com.

Altre informazioni sui canali social e web del Gruppo FS Italiane, il numero verde gratuito 800 89 20 21, oltre che nelle biglietterie e negli uffici assistenza delle stazioni ferroviarie e le agenzie di viaggio convenzionate. 

I motivi dello sciopero dei treni

“È pertanto necessario trovare un accordo economico sul triennio contrattuale scaduto il 31 dicembre 2017, condizione fondamentale per avviare la trattativa per il rinnovo del triennio 2021/2023. Un rinnovo contrattuale atteso da più di 100mila autoferrotranvieri che continuano a svolgere le proprie mansioni tra mille difficoltà organizzative e di sicurezza, accentuate dalla pandemia”.

Lo sciopero è anche a supporto di una riorganizzazione del settore che favorisca aggregazioni e fusioni d’impresa – ad oggi si contano circa mille aziende – che dovrà essere coerente con una nuova forma di domanda di mobilità ed offrire un servizio di trasporto pubblico che sia organizzato ed efficiente per tutti gli utenti.

Le organizzazioni sindacali chiedono anche, tra le priorità del nuovo Governo, una determinazione politica che si riappropri e pratichi la responsabilità della programmazione pubblica, accompagnata dalle necessarie risorse economiche per il settore con l’opportunità dei fondi europei del Recovery Fund.