Il rapporto tra Paul McCartney e John Lennon è stato profondo e, negli anni successivi allo scioglimento dei Beatles, piuttosto complesso. Macca è tornato a parlarne di recente, nel corso di un’intervista concessa a NME, riflettendo su quanto gli attacchi pubblici dell’ex compagno di band e, soprattutto, la riconciliazione prima della sua improvvisa uccisione, l’8 dicembre 1980, abbiano influito su di lui.
Dopo un lungo periodo di ostile lontananza, i due si erano riavvicinati nella seconda metà degli anni Settanta. L’occasione era stata la nascita di Sean Ono Lennon, figlio di John e Yoko Ono: il lieto evento aveva offerto un nuovo punto d’incontro tra di loro, sensa rancori e tensioni. Questa riappacificazione, seppur tardiva, ha permesso a McCartney di conservare molti ricordi positivi dell’amico e collega. «Ho dei ricordi bellissimi di John», ha dichiarato Paul. «Per me, prima di tutto, era un amico. Era il ragazzo con cui ho scritto canzoni e condiviso una parte fondamentale della mia vita».
La fine dei Beatles e le tensioni tra Paul McCartney e John Lennon
Prima di allora, tuttavia, i conflitti erano stati numerosi, e hanno lasciato il segno sul cantautore britannico, di nuovo in classifica con il suo ultimo album, The Boys of Dungeon Lane. «All’epoca era molto doloroso. Come piccoli pugnali che mi si conficcavano addosso», ha ricordato Paul. «Era frustrante perché pensavo: “Devo rispondergli? Che cosa faccio?”. Poi però mi sono reso conto che era semplicemente John. Era il ragazzo che conoscevo da quando avevo sedici anni. Una volta capito questo, ha fatto meno male».
Tra i principali motivi di scontro tra i due, le questioni economiche che avevano accompagnato la fine dei Fab Four. Paul non aveva condiviso la scelta degli altri membri del gruppo di affidarsi al manager Allen Klein, preferendogli la famiglia Eastman. Il tempo gli aveva dato in parte ragione, e Klein si era dimostrato una figura piuttosto controversa. Alla fine, seppur controvoglia, Ringo Starr, George Harrison e persino Lennon avevano riconosciuto l’errore. «Fu bello sentire John ammettere, seppur a denti stretti, che forse avevo ragione», ha raccontato McCartney. «È stato un periodo doloroso, ma probabilmente dovevamo attraversarlo, altrimenti qualcuno ci avrebbe derubati».
Federica Checchia





