Nelle riunione della F1 Commission di giovedì scorso, i team hanno mostrato un’ampia convergenza sull’introduzione della sprint race, ovvero una gara di velocità da disputare il sabato per stabilire la griglia di partenza del Gran Premio. Di sprint race in F1 si parla già da qualche anno: il 2021 potrebbe essere quello giusto per sperimentare il nuovo format. La decisione definitiva è rinviata di qualche settimana, quando i team torneranno a riunirsi giusto in tempo per l’inizio del mondiale.

Sprint Race in F1, i team ci credono

“Ampio consenso”. Così recitava la nota diffusa giovedì 11 febbraio al termine della riunione della F1 Commission. I team hanno accolto, sembrerebbe all’unanimità, la proposta di Liberty Media di introdurre una sprint race il sabato, probabilmente già a partire da questa stagione di F1. Nonostante l’assenso di massima, i nodi da sciogliere e i problemi legati al nuovo format sono tanti e non ancora risolti. Le squadre si rivedranno presto per scendere nei dettagli e mettere a punto un progetto che accontenti tutti: organizzatori, team e tifosi.

GP Belgio 2020
Monoposto in azione nel circuito di Spa Francorchamps, Belgio 2020 – Photo credit: fia.com

Il perché Liberty Media spinga da tempo per l’introduzione della sprint race in F1 è facilmente intuibile: più spettacolo, più spettatori, aumento del giro d’affari. Secondo gli organizzatori, i weekend di gara, così come sono strutturati, non sfruttano a pieno i tre giorni in pista. Il nuovo format valorizzerebbe invece anche il venerdì, con una sola sessione di prove libere al mattino e nel pomeriggio le qualifiche – come le conosciamo oggi – per decidere la griglia di partenza della gara di sabato. Gara che dovrebbe durare circa un’ora e coprire 100 km con un unico treno di gomme e senza soste ai box. Monza, Montreal e Interlagos sono i tre circuiti nei quali, verosimilmente, sarà sperimentata la sprint race. Si tratta di piste che, per layout, vocazione e per la capacità di permettere molti sorpassi, ben si prestano a gare di velocità.

Sprint Race, tanti dubbi e poche certezze

Nonostante l’idea possa avere un suo fascino, la Sprint race presenta delle criticità di cui i team sono ben consapevoli. Pensiamo ad esempio agli pneumatici: come dovrebbe comportarsi Pirelli in questo caso? Creare delle gomme ad hoc per la gara di sabato? O adattare la mescola più dura già a disposizione con il rischio che si deteriori comunque prima della fine della corsa? Altro nodo che le squadre saranno chiamate a sciogliere riguarda l’assegnazione dei punti. Il nuovo format prevede che al termine della sprint race vadano a punti i primi otto classificati, con il vincitore che prenderebbe 12 punti e via via a scalare gli altri. Rimane da capire che fine farà questo bottino, se andrà ad aggiungersi o meno ai punti guadagnati durante il GP vero e proprio, e se sarà considerato a fini statistici.

GP Gran Bretagna 2020
Il circuito di Silverstone, uno dei più veloci in Europa – Photo credit: fia.com

Anche sulla parte più squisitamente tecnica e motoristica rimangono tanti, troppi dubbi. Dall’assetto aerodinamico da usare per la sprint race, fino all’utilizzo delle power unit. Sappiamo che i team sono soggetti a regole molto stringenti sul numero di componenti della power unit che è consentito cambiare nel corso di una singola stagione. Con l’introduzione della sprint race tali regole andranno sicuramente riviste per permettere alle squadre di usare al massimo il potenziale dei loro motori anche durante la gara del sabato.

La sprint race farà davvero bene alla F1?

L’introduzione della Sprint Race è pensata soprattutto per aumentare lo spettacolo in F1. Sia Liberty media che i team sono convinti che una gara veloce al sabato possa aumentare l’appeal di uno sport che nell’ultimo anno ha visto ridursi il numero spettatori davanti alla tv. Oppure, potrebbe accadere proprio l’esatto contrario. Il rischio è che la sprint race, che dura appena mezz’ora in meno della gara ufficiale, diventi una fotocopia del GP vero e proprio. Senza considerare la croce definitiva che potrebbe mettere sulla competizione per il titolo nel caso in cui la Mercedes ed Hamilton siano, ancora una volta, nettamente superiori al resto dello schieramento.

Se, come sembra, il nuovo format sarà sperimentato quest’anno e avrà successo, è probabile che venga esteso a tutte le gare dal 2022. Si tratta però di una soluzione che può avere senso in circuiti come Monza, mentre è più difficile immaginarla in una pista come quella di Montecarlo, lenta e dove i sorpassi latitano. Le perplessità sono dunque tante, ma la FIA sembra essere intenzionata ad andare dritta per la sua strada, verso quella che, se andrà in porto, si prefigura come una vera e propria rivoluzione.

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Rosanna Greco