Il gol decisivo contro l’Atalanta consacra Skriniar. Dopo le panchine dello scorso anno, pronto a partire in estate, rimane a Milano ed ora è inamovibile dall’11 titolare di Antonio Conte.

Quella di Milan Skriniar è una rivincita contro tutti coloro che lo volevano lontano da Milano dopo le difficoltà della scorsa stagione. Dopo essersi affermato con Luciano Spalletti in panchina, il difensore sloveno ha sofferto l’arrivo di Antonio Conte: la difesa a 3 sembrava non essere adatta alle sue caratteristiche, tanto da essere relegato in panchina per buona parte della stagione. Con la conferma di Conte sono iniziate anche le prime voci di mercato su di lui, con il Tottenham di José Mourinho che lo ha corteggiato a lungo durante la scorsa estate. Alla fine ha scelto di rimanere e la società ha scelto di credere ancora in lui. Il risultato: il classe ’95 è tornato a vestire la maglia da titolare lavorando sodo, e a suon di prestazioni è ora una pedina fondamentale nello scacchiere tattico di Antonio Conte. A 26 anni, il rendimento di Milan Skriniar è uno dei motivi per cui l’Inter è capolista a +6 sui cugini del Milan. Lettura del gioco, forza fisica, velocità, personalità palla al piede e tecnica nell’impostazione da dietro, tutte caratteristiche che già conoscevamo, ma che in molti avevano dimenticato non vedendolo giocare.

Il gol di Skriniar stende l’Atalanta

A coronare un momento di forma eccellente dello slovacco, ieri è arrivato il gol che ha deciso il match contro l’Atalanta. La rete di Skriniar permette all’Inter di allungare al +6 sul Milan, vittorioso contro l’Hellas, consolidando così il primo posto dei nerazzurri. Al gol si aggiunge una prestazione solida in fase difensiva, contro un attaccante forte fisicamente come Duvan Zapata. La partita di Milan Skriniar si conclude con un gol, ma passa per 14 recuperi, più di tutti nell’Inter.

Nel pre-partita il difensore ha parlato così della lotta scudetto: “Non guardiamo la classifica, sappiamo che siamo lassù e ci vogliamo restare”. In seguito ha poi parlato della sua crescita con Conte e del suo coinvolgimento nel progetto: “Sto lavorando e capendo meglio le cose, prima non ero abituato a giocare a tre e ci voleva un pò di tempo”.