Sempre alta la tensione a Gaza, dove, dopo il dietrofront dell’esercito israeliano seguito all’annuncio di una operazione via terra, sono proseguiti anche questa notte gli attacchi aerei e il lancio di razzi. Il bilancio totale dei morti è di 136 persone, fra cui 39 bambini o minori. I feriti sono 950. L’esercito di Israele (Idf) affida a un tweet il bilancio delle azioni di questa notte a Gaza. “In risposta agli oltre 2.000 razzi lanciati da Gaza verso Israele, stanotte abbiamo colpito: Il quartier generale di intelligence militare, sito di lancio dei razzi, quartier generale di lancio di razzi superficie-superficie e due squadre di terroristi. Hamas sta pagando il prezzo del suo terrore”.
Sono 200 i razzi lanciati da Gaza verso Israele nelle dodici ore fra le 19 di ieri e le 7 di oggi, afferma Idf. Oltre 100 sarebbero quelli intercettati dal sistema di difesa Iron Dome.
Cosa sta succedendo a Gaza, un tweet e poi le bombe
I battaglioni che si ammassano sul confine, i carri armati che bombardano i villaggi nel nord della Striscia e avanzano verso la barriera che la divide da Israele, un tweet delle forze armate per annunciare che le «truppe di terra» stanno partecipando all’assalto contro Hamas, la conferma di Jonathan Conricus, il portavoce dell’esercito per i media stranieri: «Siamo penetrati dentro Gaza». Gli studiosi di strategia militare la chiamano «nebbia della guerra», l’incertezza e la difficoltà per chi partecipa ai combattimenti di comprendere la situazione in diretta. L’altra notte si sarebbe però trattato di una cortina fumogena — ricostruiscono gli analisti israeliani — sparsa con intenzione dallo Stato Maggiore. L’obiettivo sarebbe stato usare i grandi giornali stranieri per dare risonanza all’inizio dell’invasione via terra, parte di uno stratagemma per spingere le unità paramilitari di Hamas e della Jihad Islamica a entrare nel sistema di tunnel costruito nella sabbia sotto Gaza: da qui i miliziani sarebbero usciti per tendere le imboscate all’avanguardia delle truppe. In realtà non c’era alcuna avanzata, Conricus dopo un’ora ha smentito l’incursione, ha detto che lui e altri portavoce non si erano capiti.
Le vittime nella Striscia sono più di 120 (tra loro 31 minori e 20 donne), l’elettricità più va che viene, l’acqua scarseggia. Dall’inizio del conflitto lunedì scorso, Hamas e le altre organizzazioni fondamentaliste hanno sparato 1.800 tra razzi e proiettili di mortaio, il 90 per cento è stato intercettato dal sistema Cupola di Ferro. Ieri hanno concentrato il fuoco sulle città nel sud del Paese — una salva è stata lanciata durante i funerali a Sderot del piccolo di 5 anni ucciso venerdì, uno degli 8 israeliani morti — e hanno continuato a spedire droni carichi di esplosivo, distrutti dall’aviazione. La delegazione egiziana ha lasciato Tel Aviv senza ottenere la tregua — «andiamo avanti», proclama Benjamin Netanyahu, il premier israeliano — e i mediatori chiedono un cessate il fuoco per poter evacuare i feriti più gravi (su 900 in totale) attraverso il valico di Rafah verso l’Egitto.
La delegazione della sicurezza egiziana che ha incontrato funzionari israeliani “non è riuscita a ottenere risultati positivi nel fermare gli attacchi israeliani” contro Gaza e i palestinesi a Gerusalemme “in cambio dell’arresto del lancio di razzi da Gaza e dell’annuncio di una tregua, anche temporanea”. Lo ha riferito una fonte ben informata al Cairo. “Israele ha rifiutato tutte le iniziative e le mediazioni” proposte “sia dall’Egitto che da altri paesi”, ha detto la fonte, riferendo che la parte israeliana insiste “per un’operazione militare su larga scala” dopo la quale “si può tornare a negoziati”. “L’Egitto ha chiesto ai paesi occidentali di esercitare pressioni su Israele affinché accetti una tregua di giorni”.
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha rivolto un messaggio ai musulmani negli Stati Uniti e in tutto il mondo per le celebrazioni dell’Eid Al-Fitr, che sarà ricordato domenica durante una cerimonia alla Casa Bianca. “Siamo stati rincuorati nel vedere le celebrazioni dell’Eid in tutto il mondo, ma sappiamo che quest’anno la situazione in Terra santa sta pesando pesantemente sui musulmani di tutto il mondo, comprese le nostre comunità musulmane qui negli Stati Uniti”, ha detto Biden. “La mia amministrazione continuerà a coinvolgere palestinesi, israeliani e altri partner regionali per lavorare verso una calma sostenibile”, ha aggiunto. “I palestinesi, anche a Gaza, e gli israeliani meritano ugualmente di vivere in dignità, sicurezza e protezione. Nessuna famiglia dovrebbe temere per la propria sicurezza all’interno della propria casa o luogo di culto. Pensiamo di più ai bambini di queste società che affrontano il trauma di un conflitto che sfugge al loro controllo“, ha detto Biden.





