I riflettori sulla Champions League, anche quest’anno, si spengono con un vincitore ed un perdente. Thomas Tuchel è riuscito a portare alla gloria eterna il suo Chelsea da sfavorito, mentre Pep Guardiola non ha firmato con il suo nome la prima vittoria della storia dei Citizen nella competizione più importante del Vecchio Continente. Ma i grandi uomini sono in grado di uscire vincitori anche da una finalissima persa: dopo aver riscritto il manuale del calcio e delle tattiche, il tecnico iberico ha donato la giusta dignità ad un premio snobbato, ignobilmente, dall’universo del football. Con un solo, normalissimo ma meraviglioso, gesto.
Guardiola, un gesto da vincitore nella serata della sua sconfitta
In ogni finale c’è chi festeggia e chi si dispera. È la legge del calcio, è la regola dello sport. Durante la consegna delle medaglie dei secondi classificati (mica degli ultimi) nella finale di Champions League, calciatori, staff tecnici e mister si esibiscono puntualmente in un gesto estremamente sgradevole: ricevuto il premio, quest’ultimo viene sfilato con stizza dal collo. Come se non contasse nulla. Come se fosse un’onta da lavare via il prima possibile.
Pep Guardiola ieri, dopo aver riscritto le regole del calcio, è riuscito a regalare la giusta dignità ad una medaglia, che vale tantissimo pur non essendo la più importante, con un gesto umano ed umile: baciandola. Alla faccia degli schizzinosi e di chi snobba un cammino emozionante e storico che, purtroppo per i Citizen, non ha conosciuto un finale fiabesco. Complimenti, Pep: dietro al grande allenatore si nasconde, certamente, un uomo di una caratura immensa. Un professionista che, prima o poi, riuscirà a regalare la prima gioia europea al suo Manchester City alzando la coppa dalle grandi orecchie. Perché Thomas Tuchel, il vincitore assoluto di ieri sera, insegna: nel calcio c’è sempre una seconda possibilità.
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