Molto probabilmente la nostra estate dipenderà in tutto e per tutto dal green pass. Servirà sicuramente per partecipare alle cerimonie e ai banchetti che seguono, per viaggiare e molto probabilmente anche per tornare a frequentare le discoteche.
Green pass: cos’è e quanto dura
Com’è noto ormai da tempo, per partecipare ai matrimoni sarà necessario possedere il green pass, ovvero la certificazione che che comprova l’avvenuta vaccinazione contro il Covid19, la guarigione o il referto di un test molecolare o antigenico rapido per la ricerca del virus e che riporti un risultato negativo, eseguito nelle 48 ore antecedenti.
Sono dunque considerati green pass il normale certificato vaccinale rilasciato dalla Regione o dalla ASL alla fine del ciclo vaccinale, che indica anche il numero di dosi somministrate rispetto al numero di dosi previste per l’individuo, il certificato di fine isolamento rilasciato dalla ASL , il referto del test antigenico negativo effettuato presso le farmacie autorizzate o i medici di medicina generale/pediatri di libera scelta. I referti hanno validità differenti: 9 mesi nel primo caso, 6 nel secondo e 48 ore nel terzo.
Discoteche: possibili riaperture con green pass
In queste ore, si sta discutendo sulle riaperture delle discoteche e locali da ballo ammettendo all’interno solo chi è in possesso di una delle 3 certificazioni menzionate sopra. Gli epidemiologi e gli infettivologi hanno già dato un parere positivo sul fatto che con il green pass si possano tornare ad aprire le piste da ballo ai clienti. L’unico che ancora ci riflette è Roberto Speranza. che dovrà però presto esprimersi su eventuali limitazioni e date di riaperture.
Intanto, Salvini ha già espresso, in merito a questo, un parere più che positivo in modo da poter scongiurare ogni ipotesi di festini privati: “Dal primo luglio le discoteche devono poter riaprire, pur se in totale sicurezza. È sempre meglio un divertimento sano e controllato, del casino, delle ammucchiate e dei rave party fuori da ogni regola. Consentire di riaprire a chi è guarito, è stato vaccinato o tamponato che tipo di pericolo può creare? Mi auguro che domani il Cts decida di riaprire i locali come si sta facendo nel resto del mondo“. Sembra essere dello stesso parere anche Maurizio Pasca del Silb (Sindacato Locali da Ballo): “La gente balla ovunque, dalle piazze ai bar, mentre noi restiamo chiusi“.
Si discute sull’utilizzo delle mascherine e il distanziamento sulle piste
Se per l’accesso nei locali da ballo con il green pass sembrano essere tutti d’accordo, si discute invece per l’utilizzo della mascherina e per il distanziamento all’interno delle piste da ballo che non sembra trovare d’accordo i gestori dei locali. I gestori hanno proposto l’utilizzo delle mascherine per l’accesso ma non per ballare poiché anche il ballo è un’attività motoria come la corsa, che non prevede l’uso della mascherina durante l’azione. Sul distanziamento il discorso è invece un altro: sarebbe difficile far mantenere il distanziamento di un metro tra chi balla.
Il sottosegretario della Salute, Costa, come riporta il Corriere, ha affermato di essere propenso a trovare il giusto compromesso per far sì che si possa riaprire e soprattutto in sicurezza: “Ho incontrato i rappresentanti di questo importante settore, che dà lavoro a centomila persone e pur se comprensibilmente provati da sedici mesi di stop, li ho trovati disponibili a discutere e a mediare nell’interesse di tutti. Si farà quel che è necessario ma niente distanziamento sulla pista da ballo: imporlo sarebbe solo ipocrita“. Oggi ci sarà l’incontro tra Costa e il ministro Speranza per chiedere un responso entro i 2 giorni al Comitato tecnico scientifico.
Un’ ipotetica data di riapertura comunque potrebbe essere il 1° luglio, ma si attendono certezze e soprattutto le modalità di riapertura.





