Con 157 voti favorevoli e uno contrario passa la legge proposta da Fidesz, il partito del premier ungherese Viktor Orban, che ha l’obiettivo di limitare l’esposizione di contenuti lgbtq+ ai minori. Si legge infatti nel testo di legge che:
“Al fine di garantire la protezione dei diritti dei bambini, la pornografia e i contenuti che raffigurano la sessualità fine a se stessa o che promuovono la deviazione dall’identità di genere, il cambiamento di genere e l’omosessualità non devono essere messi a disposizione delle persone di età inferiore ai diciotto anni“
Amnesty International e diverse organizzazioni internazionali hanno criticato con forza la proposta. Fuori dal parlamento ungherese 5mila persone si sono radunate per protestare contro la legge che limita gravemente la libertà di espressione e i diritti lgbtq+. Il testo impedirebbe quindi qualsiasi tipo di educazione sessuale alla diversità e al rispetto delle differenze tra i più giovani, ma non solo. Il canale televisivo commerciale RTL Klub Hungary ha annunciato che film come “Harry Potter”, “Il Diario di Bridget Jones” e “Billy Elliott” o serie tv come “Friends” saranno trasmesse in seconda serata e con il divieto di fruizione per i minorenni (simile al nostro bollino rosso nei programmi tv più violenti).
Le reazioni internazionali alla legge contro i diritti Lgbtq+
Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International commenta così la nuova legge:
“Un provvedimento che rafforzerà il pregiudizio e l’omofobia. Col solito trucco di definire ‘propaganda gay’ l’educazione ai diritti umani e l’aggravante di averlo inserito in un disegno di legge contro la pedofilia”
Anche secondo Dunja Mijatovic, Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, la nuova legge contrasta gli standard internazionali ed europei, in quanto il diritto dei bambini di ricevere una educazione sessuale corretta e completa, sarebbe impossibile con la censura dei temi lgbtq+. Anna Donath, eurodeputata ungherese del gruppo liberale Renew Europe, sottolinea infatti l’incompatibilità della legge voluta da Orban con i valori dell’Unione Europea:
“È una legge incompatibile con i valori fondamentali delle società democratiche europee e con i valori dei cittadini ungheresi, soltanto l’ultimo dei molti vergognosi attacchi ai diritti Lgbtiq dal governo di Viktor Orbán”
Il gruppo Renew Europe parla infatti di una “putinizzazione” dell’Ungheria, data la somiglianza della legge promossa da Orban con quella in vigore dal 2013 nella Russia di Vladimir Putin.
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