Per la rubrica Dantedì, ci troviamo nel canto 25 del Purgatorio. Dante e Virgilio, sono accompagnati nel loro cammino da Stazio. Il quale spiega ai due sommi poeti, la generazione dell’anima. Inoltre il pellegrinaggio di Dante e Virgilio, prosegue in questo canto, verso la VII cornice. E proprio qui i due, potranno conoscere degli esempi di castità.

Ormai il sole è alto nel cielo da tempo ed il pomeriggio si appresta a lasciare spazio alla sera. Così Dante e Virgilio si affrettano ad entrare nella VII cornice. Non prima però, che il poeta fiorentino, dopo tante esitazioni, perplesso chiede al suo maestro: come possono le anime dannate e golose, deperire nel corpo, nonostante fossero morte? Virgilio, lascia spazio a Stazio, che spiega come l’anima intellettiva, illuminata dalla luce di Dio diventa corpo anche se immateriale. Per questo, quando un corpo muore, la sua anima porta con se sia le capacità intellettive che quelle umane, come quella vegetativa e della sensibilità.

Esempi di castità

canto 25 del purgatorio- credits: divinacommedia-alighieri.blogspot.com
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Mentre Dante e Virgilio, stanno per entrare nella VII cornice, il poeta fiorentino sente un coro. Viene cantato l’inno “Summae Deus clementinae“. Sono le anime dannate dei lussuriosi, che stanno espiando il loro peccato mortale. I penitenti camminano in un muro di fuoco, mentre dichiarano gli esempi di castità. Tra cui la Vergine Maria, della dea Diana e di tutti quelle mogli e quei mariti che vivono con castità il vincolo matrimoniale. I due poeti, facendo molta attenzione a camminare in sicurezza, proseguono il loro pellegrinaggio. Anche se Dante, fortemente incuriosito, non riesce a staccare gli occhi dai lussuriosi.

a cura di Chiara Bonacquisti

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