Orrore in Afghanistan dove un giornalista, conduttore di un notiziario, ha dovuto mandare in onda il suo programma circondato da miliziani armati, impegnati a vegliare sul suo operato e a tenerlo sotto il tiro dei propri fucili.

Afghanistan i media saranno liberi?

Uno degli annunci più “distensivi” fatti dai talebani, all’indomani della presa di Kabul, fu proprio la promessa che l’informazione sarebbe rimasta libera, sebbene sotto i dettami della Sharia.

Per le poche persone che hanno creduto a tale promessa risulterà una doccia fredda vedere quanto l’informazione sia libera nel nuovo Emirato islamico dell’Afghanistan.

Qui sopra potete ammirare le terrificanti immagini dalla diretta dell’approfondimento politico del network afghano Peace Studio, il cui anchorman è stato costretto a esortare gli spettatori a collaborare con i guerriglieri islamici e a non temerli, il tutto sotto gli occhi e i fucili di alcuni miliziani impegnati a sorvegliare sul suo operato.

Evidentemente una delle priorità dei talebani è proprio quella di vegliare sulle dichiarazioni dei giornalisti locali.

La repressione della stampa ha già distrutto diverse carriere, tra le altre quella di Beheshta Arghand, la giornalista del network afghano Tolo News che due settimane fa aveva fatto storia con la sua intervista a un alto esponente talebano, è infatti fuggita dal paese, secondo quanto riportato dalla Cnn.

La giornalista ha dichiarato in un messaggio via Whatsapp all’emittente americana, come la sua fuga sia legata all’ascesa talebana e come questa sia un enorme pericolo per i giornalisti afghani.

Ho lasciato il Paese perché, come milioni di persone, temo i talebani.

Lo stesso proprietario di Tolo News, Saad Mohseni, ha dichiarato come la fuga di giornalisti sia ormai una pratica diffusissima.

Quasi tutti i nostri noti reporter e giornalisti se ne sono andati, Stiamo lavorando come matti per sostituirli con nuove persone.

Sembra ormai chiaro che la stampa sarà tutt’altro che libera in Afghanistan.


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Franco Ferrari