Le sue note sfuggono alle leggi di mercato, alla retorica dei potenti. Lui è un cantore allineato con gli ultimi. Ha una chitarra che conosce Genova, con le “Ombre di facce, facce di marinai”; passando per Via del campo, dove nel vicolo malfamato degli anni ’60, la proposta di matrimonio ad una prostituta poteva farla solo un ‘illuso’. La musica di “Via del campo” è stata scritta insieme al medico chirurgo prestato al pianoforte, Enzo Jannacci, e al premio Nobel Dario Fo, da una sua ricerca di musica del ‘500. “IN FABBRICA ” di Francesca Comencini del 2007, suona anche “Via del campo“, interpretata dagli Chat Noir. “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, sono le parole di Fabrizio De André. Ogni rima baciata dalla purezza, non poteva che arrivare al cinema.

Era il 1962, quando Luciano Salce nel film “La cuccagna“, riunisce tre sconosciuti talenti musicali, ai loro esordi: Ennio Morricone, Luigi Tenco e Fabrizio De André. Il disco con le colonne sonore della pellicola è rarità assoluta per i collezionisti. “Gli avevano dato le mostrine e le stelle,
E il consiglio di vender cara la pelle
..”, cantava Fabrizio De André per quel film scomodo: che affrontava l’omosessualità, la teledipendenza, il nucleare, i rigurgiti neofascisti, le molestie sessuali. Pare che il regista non fosse convinto della scelta del brano al punto che Tenco, amico del cantautore genovese, si spese personalmente, imponendosi per farlo accettare. 

La musica di De André al cinema

O pai de Migueliño” film dello spagnolo Miguel Castelo, è del 1977: un bambino galiziano aspetta il padre, emigrato in America, che torni con le valigie piene di soldi. Un fischio malinconico, accompagna l’andata e il ritorno di treni alla stazione, ed è la melodia firmata da Faber. Nome che gli dette l’amico Paolo Villaggio, con riferimento alla sua passione per i pastelli e le matite della Faber-Castell, oltre che per l’assonanza con il suo nome. In “Topo Galileo” di Francesco Laudadio del 1987, Giuseppe Maria Galileo è Beppe Grillo: uno specialista derattizzatore incaricato di dare la caccia al topo Sigfrido, fuggito dal laboratorio, e insinuato nelle tubature di una centrale nucleare. La colonna sonora è di De André e Mauro Pagani, mai incisa su CD o Vinile. Una insolita musica d’azione, un po’ marziana.

Ilona arriva con la pioggia” di Sergio Cabrera del 1996, è tratto dall’omonimo romanzo del colombiano Alvaro Mutis; insieme alle musiche di Luis Bacalov, nei titoli di coda Fabrizio De André canta in spagnolo “Desmedida Plegaria” (“Smisurata Preghiera”). “APOCALITTICA, severa, complessa, interminabile e bellissima“, scriveva Repubblica sulla canzone. I cui versi, “Ricorda Signore questi servi disobbedienti/ alle leggi del branco“, si posano su echi etnici. “Non al denaro non all’amore né al cielo” prende il titolo da una canzone di Faber, ed è un documentario su Pier Paolo Pasolini (1996), dei registi Ielma Adinolfi, Francesco Crispino, Flavio Rizzo e Gabriele Scardino; “Il suonatore Jones” è la canzone. Anche Mimmo Calopresti in “PREFERISCO IL RUMORE DEL MARE” (2000), inserisce un estratto dal concerto al Teatro Brancaccio di Roma del ’98 in cui De André canta “Il pescatore“.

Titoli di coda, come tutte le più belle cose

L’odore del sangue” di Mario Martone (2004) ha come musica “Amore che vieni amore che vai”: “Quei giorni perduti a rincorrere il vento/ A chiederci un bacio e volerne altri cento/ Un giorno qualunque li ricorderai/Amore che fuggi da me tornerai“. “A correggere la fortuna” docufilm di Luca Facchini (2006), ha tra i brani “Prinçesa” e “Ave Maria” (canto tradizionale sardo rielaborato da un adattamento di Albino Puddu) : “Nel dormiveglia della corriera/Lascio l’infanzia contadina/Corro all’incanto dei desideri/Vado a correggere la fortuna”, canta così De André la sua ‘Principessa‘.

In “Un piede in terra e l’altro in mare” di Silvio Soldini (2007), risuona ‘” çimma“: “Quando la luce ha un piede in terra e l’altro in mare ti guarderai allo specchio di un tegamino“, dice il testo tradotto della canzone dedicata a ‘La cima’, nota anche come éuggio (cioè occhio). Un secondo piatto, tipico della cucina ligure: una tasca di pancia di vitello, farcita con diversi ingredienti e bollita in brodo di verdure. Nato come piatto dei poveri, utile a recuperare gli ingredienti avanzati dalla settimana, diventato col tempo una pietanza per ricchi. Il brano è stato scritto con Ivano Fossati, anche lui genovese.

Cinepoesia

Amore che vieni, amore che vai” di Daniele Costantini (2008), è tratto dal romanzo ‘Un destino ridicolo‘ di Fabrizio De André e Alessandro Gennari (Einaudi, 1996), con l’omonimo brano come colonna sonora. “Palermo Shooting” di Wim Wenders (2008) ha per musica “Quello che non ho“. Anche in “EX” di Fausto Brizzi (2009), tra comicità e un velo di malinconia, passa “La canzone dell’amore perduto” interpretata da Franco Battiato. In “PASSIONE di John Turturro” (2010), troviamoDon Raffae” interpretata da Beppe Barra. In “LORENZINO – DON MILANI” di Alberto Melloni (2007), più di una canzone di Faber accompagna il racconto videostorico dedicato a don Milani.

E nella sua canzone “Volta la carta“, dove la filastrocca popolare incontra la citazione della canzonetta ‘Madamadorè’, c’è l’ispirazione al neorealismo di ‘Pane, amore e fantasia‘. Il ritornello, “Angiolina, bell’Angiolina“, racconta la storia di una ragazza che inizialmente patisce delusioni d’amore a causa di un carabiniere, ma che infine riesce a sposarsi. “Per buttarsi in un cinema con una pietra al collo..” dirà De André cantando “Verranno a chiederti del nostro amore“. Ma anche sullo schermo di un cinema, arriva proiettata la sua poesia.

Federica De Candia. Seguici su MMI e Metropolitan Cinema!