Dopo gli Oscar, per l’importanza del riconoscimento che spesso è un apripista per la stessa corsa alle statuette, ci sono i celebri Golden Globe che ogni anno, per cinema e tv, vengono assegnati a Los Angeles. Quest’anno però accade qualcosa di veramente increscioso per il riconoscimento che ha già fatto parlare i media: una cerimonia sottotono, domani 9 gennaio: niente pubblico, nessun presentatore e addirittura niente diretta tv, dopo che l’emittente Nbc ha deciso di boicottare l’appuntamento.

Già lo scorso anno i Golden Globe, a causa dell’emergenza sanitaria, erano stati consegnati in modo virtuale, con i soli presentatori e organizzatori in presenza e una cerimonia condotta tra New York e Los Angeles. Ma la vera ragione del “silenzio” che regnerà in questa edizione è un’altra: oltre alla pandemia, ovviamente, ci sono le continue polemiche che hanno coinvolto l’HFPA, l’associazione della stampa estera, giuria della premiazione. 
La Hollywood Foreign Press Association è infatti accusata razzismo a causa della assenza di almeno un giornalista di colore tra i circa novanta membri che ne fanno parte, e di corruzione, per via della mancanza di trasparenza nei criteri nell’assegnazione dei premi.

Già lo scorso anno, la giuria fu bersaglio di pesanti accuse di discriminazione, sessismo e molestie. Ma l’HFPA ha deciso di andare avanti comunque con la cerimonia di domenica prossima al Beverly Hills Hotel, proprio per sottolineare il “lavoro filantropico” dell’associazione. Si legge nel comunicato ufficiale degli organizzatori: «Negli ultimi 25 anni, la Hfpa ha donato più di 50 milioni di dollari a vari enti di beneficenza, per il restauro di film, programmi di borse di studio e iniziative umanitarie; organizzazioni di incredibile importanza, molte delle quali sono state duramente colpite negli ultimi due anni a causa della pandemia».

Helen Hoehne, la giornalista tedesco-americana da poco presidente della associazione, nell’annunciare le nomination, il 13 dicembre scorso, aveva detto: «Si è trattato di un anno di cambiamento e riflessione. Abbiamo lavorato per otto mesi su un nuovo codice di condotta e nuove regole che ci dessero una prospettiva nuova e fresca grazie anche all’introduzione di 21 nuovi membri». Ma questo cambio di rotta da alcuni è stato visto come un tentativo di contenere i danni e la polemica prosegue, tanto che star come Scarlett Johansson e Mark Ruffalo hanno denunciato pubblicamente le riforme come insufficienti e Tom Cruise ha rimandato indietro i suoi tre Golden Globes come forma di protesta. E anche colossi come Warner Bros, Netflix e Amazon hanno dichiarato di non voler più lavorare con la HFPA fino a quando non saranno apportati cambiamenti significativi nella associazione.

Di cosa si tratta e perché questa rivoluzione? Procediamo per ordine: lo scorso anno la premiazione è stata anticipata da un’inchiesta del Los Angeles Times, che svelava sia la corruzione di questo gruppo privilegiato d’inviati che l’assenza di diversity (tra i pochi membri non compariva neppure un socio di colore). Si è gridato allo scandalo, sono iniziate a trapelare pratiche improprie con cui, a detta del giornale, l’associazione «avrebbe fatto arricchire i propri adepti tenendo in pugno produzioni e distribuzioni in uno scambio di voti e favori».

Nell’epoca del Black Lives Matter, però, non è stato più possibile tollerare abusi e soprusi e, sotto lo scudo dei diritti civili, si sono man mano palesati comportamenti poco etici che hanno portato ad una riorganizzazione dell’istituzione stessa, con una sorta di forzato anno sabatico, il 2022. Non che avesse altra scelta: negli ultimi mesi oltre cento agenzie che rappresentano le star hanno congelato i rapporti con l’HFPA e molte celebrity (da Tom Cruise, che ha restituito le sue tre statuette, a George Clooney) hanno preso le distanze da quest’organizzazione, dipinta nell’ultimo anno come una sorta di setta ricattatoria.

Il risultato? Nessun divo ha accettato di presentare né di partecipare alla cerimonia di questa edizione. Niente passerella, niente party, niente consegna dei premi e niente glamour ai Golden Globe. L’evento passerebbe totalmente in sordina, se non fosse che i candidati sono stati annunciati e quindi i premiati riceveranno notizia del riconoscimento. Neppure il live streaming dell’evento (finora la cerimonia è sempre stata trasmessa da NBC, che per prima lo scorso anno aveva dichiarato la cancellazione della diretta), però, quindi i risultati saranno resi noti solo online. 

Per seguire allora l’evento del Beverly Hilton Hotel di Los Angeles, che inizia alle ore 18 del 9 gennaio (orario della Costa Ovest degli Stati Uniti), ci si può collegare sul canale YouTube, sul sito del premio e sui social a partire dalle ore 3 del mattino di lunedì 10 (ora italiana).