Nato a Padova il 10 Febbraio 1989, Pierpaolo Spollon ha 32 anni ed è figlio unico. Suo padre è un commissario di polizia e sua madre lavora nell’esercito. Pierpaolo Spollon riceve un’educazione rigida dai genitori, ma la vita da “studente modello” non ha mai fatto per lui.
Nonostante il suo desiderio di frequentare il liceo artistico, Pierpaolo viene indirizzato al liceo scientifico, dove ha molte difficoltà. Dopo un paio di bocciature, Pierpaolo scopre finalmente la sua strada: la recitazione.
Prende parte al suo primo provino nel 2008 quando frequenta ancora il liceo, per una parte nel il film La Giusta Distanza di Carlo Mazzacurati. Il provino va male, ma il regista Alex Infascelli nota il talento grezzo di Pierpaolo Spollon e lo incita a continuare a studiare recitazione.
Sarà proprio Infascelli a offrirgli il suo primo ruolo, nella serie TV Sky Nel nome del male. Nel 2011 Pierpaolo Spollon recita in Terraferma, film sul dramma dell’immigrazione diretto da Emanuele Chiarese. Poi si trasferisce poi a Roma, dove studia con Gisella Burinato e Beatrice Bracco ed entra a far parte del Centro Sperimentale. Negli anni successivi comincia a recitare per la televisione, con piccoli ruoli in Il Commissario Montalbano, Un passo dal cielo e Una grande famiglia.
L’attore diventa noto al pubblico italiano nel 2016, grazie al suo ruolo nella fiction Rai L’Allieva, dove interpreta il dolce Marco, fratello fotografo della protagonista Alice. Molti cominciano a definirlo il “nuovo Luca Argentero”. Da lì in poi, Pierpaolo Spollon partecipa a molte altre fiction e miniserie Rai di successo, come La Porta Rossa, Blanca e Doc-Nelle tue mani, proprio insieme a Luca Argentero, dove interpreta un medico senza una gamba.
Che rapporto ha con il tempo? “Non ci ho mai pensato ma una delle cose che ha lasciato il Covid è una finta sensazione di riappropriarsi del tempo, anche se poi siamo più di corsa rispetto a prima”. Se dovesse dare delle priorità, lo darebbe al lavoro ma è un tipo molto di famiglia. Lui ha ammesso di aver fatto più il cameriere che l’attore. Poi la ruota è girata alternando sempre il lavoro di cameriere a quello di attore: “Il mio lavoro è un precariato di lusso”. Spollon lo ritroveremo presto anche nella serie Doc. “Io sono un audiofilo”, ha detto ancora di sè. In Blanca fa il ‘cattivo’: “Avevo bisogno di smarcarmi da questo personaggio artisticamente”, ha spiegato. Si è inoltre definito un appassionato di Polaroid e di vinili.
Pierpaolo Spollon è uno degli attori di punta, insieme a Maria Chiara Giannetta e Giuseppe Zeno, nella nuova miniserie poliziesca Blanca, in onda ogni lunedì su Rai 1. Intervistato da Vanity Fair, l’attore ha spiegato di sentire il bisogno di “sporcare” un po’ la sua immagine di bravo ragazzo interpretando il ruolo del misterioso cuoco Nanni: “Non posso dire niente su questo personaggio, ma che abbia voluto sporcare la mia immagine, quella sì, era una necessità.
Così come lo era farmi, in un certo senso, da parte. Qui la protagonista assoluta è Blanca, non certo io. Ma questo ruolo mi permetteva di esplorare altre corde, e allora ho preferito dire di no a certe proposte che mi sono arrivate nello stesso momento, a personaggi anche più grossi, pur di interpretarlo”.
Spollon, infatti, è molto amato per la sua dolcezza e sincerità, trasparita dalle sue interpretazioni ne L’Allieva e ne Doc-Nelle tue mani.
Lo stesso attore si è definito “universalmente noto come un amabile cretino”. In passato, sempre a Vanity Fair, si era descritto così: “Di certo so di non essere il prototipo del macho fisicato come Gianmarco. Mi sarebbe piaciuto essere contattato per fare le campagne come lui, ma io ho altre qualità e non ho problemi a riconoscerlo. Lui è un sex symbol, ma io sono il ragazzo della porta accanto che, si sa, cela sempre tante sorprese”.





