Continua il pressing diplomatico con i vari incontri tra i capi di Stato per risolvere la situazione dell’Ucraina.
Pressing diplomatico: i capi di Stato si incontrano
Siamo già al secondo incontro telefonico tra il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ed il presidente russo, Vladimir Putin, riguardante la crisi in Ucraina. Incontri, durati quasi tre ore in totale, che hanno portato ad un secondo scambio, tra Macron e Biden, avvenuto nelle prime ore di lunedi, ora di Mosca. Come riporta agi.it, Macron potrebbe avere presto colloqui con il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e con il primo ministro, Boris Johnson e altri “stretti alleati”. Confermate, invece, per le “prossime ore” conversazioni telefoniche di Macron con il presidente Usa, Joe Biden, e il cancelliere tedesco, Olaf Scholz. L’incontro potrebbe offrire una possibile soluzione diplomatica a una delle peggiori crisi di sicurezza in Europa da decenni. Una possibilità limitata dalle decisioni della Russia, infatti , Biden incontrerà il suo omologo russo, Vladimir Putin, solo se la Russia non invaderà il suo vicino.
Per ora i dettagli del possibile vertice saranno discussi giovedì durante un incontro tra il Segretario di Stato americano Antony Blinken e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Come ha spiegato la portavoce Jen Psaki.“Biden prenderà parte a una riunione virtuale con i leader del G7 per discutere della situazione riguardante Russia e Ucraina”.
La Russia invaderà l’Ucraina?
Secondo un giornalista della Cbs, gli Stati Uniti hanno informazioni di intelligence secondo le quali i comandanti russi hanno ricevuto l’ordine di procedere all’invasione. In aggiunta, stando all’ultima valutazione dell’intelligence statunitense rivelata dalla Cnn, la Russia ora ha quasi il 75% delle sue forze convenzionali schierate contro l’Ucraina. La Russia avrebbe ammassato più di 150.000 soldati vicino ai confini dell’Ucraina, secondo le stime degli Stati Uniti. Tuttavia, il ministro della Difesa ucraino, Oleksiy Reznikov, afferma “Questo non significa che non vi sia alcuna minaccia. Voglio ricordare ai nostri partner che la minaccia esiste dal 2013”, ha detto il ministro al canale TV 1+1.
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