Il candidato sindaco di Magenta, Munib Ashfaq, in un’intervista ha raccontato di non aver mai subito razzismo, tranne che dopo il tentativo di entrare in politica. L’uomo, infatti, si è candidato sindaco nella città di Magenta. In seguito a ciò, è stato vittima di un boicottaggio sui social, veicolato dall’hashtag #IoNonVotoMunib.

Munib Ashfaq non si arrende di fronte ai tentativi di boicottaggio

Il candidato sindaco di Magenta, Munib Ashfaq, non si lascia intimidire dalle minacce. Infatti l’uomo, 35enne nato in Pakistan, si reputa molto più magentino di altre persone di origine italiana che vivono in tale comune. Egli risiede in Italia da 21 anni, e pratica la professione di ragioniere, lavorando in uno studio tecnico come contabile.

Di fronte alle lamentele dei cittadini riportate in seguito ad alcune carenze dell’amministrazione di Magenta, spinto dal senso civile, l’uomo ha deciso di farsi avanti in campo politico. Nonostante da adolescente sia stato accolto calorosamente dall’Italia, oggi è vittima di razzismo, fenomeno che non aveva mai provato sulla sua pelle prima della candidatura a Primo cittadino.

Munib Ashfaq, oltre a non lasciarsi intimorire, si dice aperto al dialogo. I membri della comunità di Magenta solo circa 9500, e se lui verrà eletto, rappresenterà anche i suoi detrattori, oltre che gli elettori. Ha quindi molta voglia di mettersi al servizio dei cittadini, per provare a risolvere le problematiche cittadine.

Le radici dell’esitazione di fronte a un candidato sindaco islamico

Si tratta di una vicenda che fa emergere il tentennamento del nostro Paese di fronte a eventi di questo tipo. Oltre alla retorica anti-migrante che si è diffusa negli ultimi anni, che si basa spesso su argomentazioni superficiali, c’è un problema di tipo religioso. Nel 2019 infatti, era stato pubblicato un sondaggio da ECRF, nel quale si mostrava come gli europei – e non solo gli italiani – fossero intimoriti non tanto dall’immigrazione in sé, quanto dal radicalismo islamico. In particolare, la tradizione culturale dell’Italia, è molto legata a quella del cristianesimo. È innegabile che anche chi si reputa non credente, è immerso in consuetudini e ambienti molto legati a tale religione. Potrebbe essere questo un motivo dell’esitazione mostrata dai cittadini di Magenta. Un comportamento ingiustificato, dato che il candidato in oggetto è, esattamente come gli altri candidati, spinto da buoni propositi che potrebbero portare a uno sviluppo cittadino.

Michela Foglia

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