Benvenuti nell’universo narrativo di StoryLine. In occasione della Festa del papà abbiamo deciso dei dedicare il nostro racconto alla figura del padre. Lo abbiamo fatto ispirandoci ad alcune famose canzoni dedicate ai papà di tutto il mondo. Lo abbiamo fatto pensando anche chi suo padre purtroppo non l ha mai conosciuto.
Glielo aveva chiesto ancora una volta e nuovamente lo aveva fissato negli occhi cercando una confortante risposta. Paolo si era ritrovato improvvisamente ad essere padre senza mai averne avuto uno. E si era ritrovato a rispondere alle insistenti domande del figlio sul nonno. Risposte difficili da dare per chi in fondo un padre non lo aveva conosciuto ed aveva imparato praticamente ad esserlo da solo. Finora Paolo aveva detto che il nonno era partito per un lungo viaggio ma ora questa storia sembrava non bastare più. Per questo si trovava da solo spesso a pensare a come continuare con la sua recita mentre tornavano a galla gli unici ricordi che aveva di qualcuno che lontanamente si era avvicinato a suo padre.
Il viaggio del padre
Paolo fissò la finestra della sua stanza riscoprendosi nuovamente un piccolo bambino immerso nelle sue fantasie interrotte di tanto in tanto dal tintinnio del campanello di casa che annunciava un nuovo ospite. Una volta arrivò un uomo strano che lo fissava continuamente senza aprire bocca. Paolo ricordò che sua madre lo trattò in malo modo, a suo dire, per essere mancato nel momento del bisogno. L’uomo lo accarezzò prima di andarsene tanto che Paolo esclamò la parola “papà” prima che questi fosse cacciato per sempre. Paolo ricordò di aver sempre chiesto alla madre di quell’uomo che riteneva fosse il padre ma la risposta era sempre la stessa.
Sua madre gli aveva raccontato che suo padre era una persona importante, sempre in viaggio d’affari per questo non c’era mai. Era una storia che subì diversi ritocchi fino a quando Paolo non fu abbastanza grande da capire che suo padre lo aveva abbandonato forse per paura o forse per un’altra famiglia. Era un trauma che non aveva mai del tutto superato per questo non parlava al figlio quasi mai del nonno se non inventando strane e straordinarie avventure. Poi accadde qualcosa che lo mise a dura prova, facendo emergere in lui il bisogno di avere un padre.
La caduta
“Eri davvero così lontano?”, si chiese Paolo pensando a suo padre mentre teneva la mano del figlio addormentato. Il piccolo era caduto dal davanzale del terrazzo al secondo piano si era rotto la spina dorsale . Mentre dormiva Paolo pensò per un attimo a quell’uomo che lo accarezzò da bambino sentendo il bisogno di guardare negli occhi suo padre e di capire cosa fare. Il piccolo sarebbe rimasto paralizzato dalla vita in giù e Paolo dentro di se cominciò ad avere paura e voglia di scappare. Forse anche suo padre era scappato per qualcosa di grave che non ricordava e forse anche lui sarebbe andato via ripercorrendo i suoi passi .
Forse se avesse avuto qualcuno con cui confidarsi come suo padre avrebbe preso la decisione giusta. Stava quasi per andarsene da quella stanza di ospedale e mollare tutto quando il piccolo figlio richiamò la sua attenzione. “Papà mi racconti di quando sono nato?”, disse ancora con gli occhi chiusi. Quella piccola frase gli fece comprendere che non aveva bisogno di nuove avventure perchè la più grande avventura era la vita che aveva fatto nascere. Dentro però rimaneva quel bisogno rinato di conoscere quell’uomo che non aveva voluto essere suo padre.
Epilogo
Alcuni giorni dopo Paolo ritrovò il suo certificato di nascita doveva aveva un cognome diverso dal suo. La firma del padre era quella di un tale Luca Maffei. Paolo continuò a cercare finchè non trovò una sua fotografia. L’uomo era uguale a quello del suo ricordo ma era scomparso in un incidente d’auto nel 1985. Paolo chiuse un attimo gli occhi immaginandoselo in uno delle sue avventure e sentendosi per un momento accanto a lui. Non avrebbe mai saputo la verità ma almeno ci era riuscito a guardare negli occhi suo padre.
Stefano Delle Cave
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