Olga Smirnova, la prima ballerina russa, si dichiara contraria al conflitto e fugge in Olanda.
Dopo il direttore Sokhiev, l’étoile Jacopo Tissi e il danzatore David Motta Soares, anche la Smirnova lascia il Paese e il tempio del balletto. 

Le grandi star del balletto lasciano la Russia

Crisi per il Bolshoi, il tempio mondiale della danza, che risente del conflitto Ucraina-Russia.
In pochi giorni il teatro moscovita ha perso le sue star più illustri. La Smirnova, considerata una delle più grandi della sua generazione, segue l’esempio diversi artisti russi che recentemente sono fuggiti dal Paese. Il 6 marzo, infatti, il direttore Tugan Sokhiev aveva abbandonato la Russia. Il giorno successivo, l’italiano Jacopo Tissi, primo ballerino, è uscito dal Paese. In seguito anche il danzatore solista David Motta Soares li ha seguiti.
A pochi giorni dall’invasione dell’Ucraina la danzatrice, trent’anni, aveva inviato un messaggio su Telegram, dichiarandosi contro la guerra.
Poi l’annuncio al Balletto nazionale olandese che in un comunicato ha chiarito come la situazione dell’Ucraina renda insopportabile per la Smirnova continuare a lavorare nel suo Paese.

Il messaggio di Olga Smirnova lasciato su Telegram

“…Non posso che dire che con tutte le fibre dell’anima sono contro la guerra. E il punto non è nemmeno che probabilmente un russo su due ha parenti o amici che vivono in Ucraina (mio nonno è ucraino e io sono per un quarto ucraina), ma che (in Russia) continuiamo a vivere nel 20esimo secolo, anche se nominalmente siamo passati al XXI”.
La ballerina poi continua. “…Non ho mai pensato che mi sarei vergognata della Russia, sono sempre stata orgogliosa del popolo russo, del talento, dei nostri successi culturali e sportivi. Ma ora è stata tracciata una linea fra il prima e il dopo. E fa male che le persone muoiano, mentre altri sono privati di un tetto sopra la testa o sono costretti a lasciare le loro case. E chi avrebbe pensato una settimana fa che tutto questo ci sarebbe successo, perché anche se non siamo nell’epicentro delle ostilità, non possiamo rimanere indifferenti di fronte a una catastrofe globale”. Così conclude l’artista.
La ballerina è ora attesa il 9 aprile a Milano, alla Scala, per il Galà Fracci, dove danzerà in coppia con Roberto Bolle.

Una storia che si ripete

Defezioni, queste delle star, che ricordano quelle della Guerra fredda all’epoca dell’Unione Sovietica. Come Rudolph Nureyev che chiese asilo in Francia nel 1961 durante un tour del balletto Kirov dell’allora Leningrado.
A ricordare quel clima, e la censura dell’epoca, è anche la recente vicenda della giornalista Marina Oysyannikova, che ha fatto irruzione durante il telegiornale della principale emittente di Stato russa, con un cartello contro la guerra. 

Beatrice D’Uffizi

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