Il giornalista e reporter Toni Capuozzo ammette di avere dei dubbi sulla sequenza dei fatti del massacro a Bucha. Le foto dei cadaveri nelle strade della cittadina ad ovest di Kiev non convincono a pieno Capuozzo, che però ribadisce che l’orrore della guerra rimane.
I dubbi sul massacro di Bucha sollevati da Toni Capuozzi a Quarta Repubblica
Le immagini trapelate da Bucha, una cittadina ad ovest di Kiev, raffigurano delle fosse comuni. Cadaveri di persone per le strade della città che rappresenterebbero un vero orrore, al pari delle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. Toni Capuozzo, il giornalista che spesso ha documentato scenari di guerra durante la sua carriera, ha esposto alcuni dubbi sulle vicende di Bucha.
Durante il suo collegamento in diretta nel talk show televisivo Quarta Repubblica, Toni Capuozzo ha affermato che vuole fare chiarezza nell’atroce situazione di Bucha. Le immagini cruente sono state diffuse ed immediatamente contestate dal governo russo, accusando l’Ucraina di aver messo in scena una “provocazione”. Questo dibattito ha scatenato accesi dibattiti ed il giornalista italiano ha innescato la discussione cercando di riflettere attorno ad alcuni dettagli confusi.
I dettagli che non convincono il giornalista
Toni Capuozzo ha sottolineato principalmente due elementi che non lo convincono sulla strage che è avvenuta a Bucha. Il primo dettaglio è la tempistica del massacro. Il 30 di marzo infatti i russi dichiarano di abbandonare la città e durante le giornate successive il sindaco di Bucha rilascia alcune interviste senza accennare dei numerosi morti, ma solo evidenziando la loro soddisfazione nella ritirata da parte della Russia. Solo il 3 aprile infatti cominciano a circolare le immagini e i video che ritraggono il massacro per le strade della cittadina. Questo elemento ha suscitato in Capuozzo alcuni sospetti e ribadisce che è necessario porsi delle domande.
Il secondo elemento incriminato da parte del giornalista sarebbe un dettaglio più cruento. Toni Capuozzo nota infatti che i cadaveri ritrovati nelle fosse comuni dovrebbero essere circondati da molto sangue a causa dei colpi in fronte. Inoltre le loro condizioni dovrebbero essere diverse a fronte del fatto che sarebbero rimasti per le strade ben tre settimane. Il giornalista afferma che nonostante questi dubbi è innegabile l’orrore che questa guerra sta seminando nel territorio ucraino.
Camilla Tecchio
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