Da cintura bianca a cintura nera di buddhismo. Cammino di crescita spirituale, il nuovo saggio di Matteo Ferrarini edito Edizioni Alvorada. Un testo di 346 pagine volto a spiegare ai neofiti della disciplina la millenaria tradizione buddhista tibetana.

Da cintura bianca a cintura nera di buddhismo, Matteo Ferrarini e gli approcci alla millenaria disciplina

Da cintura bianca a cintura nera di buddhismo. Cammino di crescita spirituale di Matteo Ferrarini è un testo che raccoglie riflessioni e racconti di vita ma non solo; poesie e meditazioni ispirati dall’esperienza personale dell’autore, che ha abbracciato la millenaria tradizione buddhista tibetana. In seguito, Matteo Ferrarini è anche diventato un cristalloterapeuta; specializzandosi nei trattamenti di autoguarigione con i cristalli e nelle regressioni alle vite passate, oltre che Maestro Reiki e counselor olistico. Egli ha inoltre fondato insieme ad alcuni compagni di dharma il centro Milarepa di Mantova; l’obiettivo è quello di praticare in gruppo le meditazioni dei maestri.

Da questa sua vasta esperienza è nato questo testo in cui vuole spiegare ai neofiti il buddhismo tibetano; un libro in cui il tutto si semplifica attraverso concetti più vicini al nostro immaginario collettivo.

«Mi auguro sinceramente che la lettura possa portare a una riflessione profonda, tale da risultare d’ispirazione per chiunque voglia indossare la cintura bianca e cominciare il proprio percorso di crescita volto a raggiungere quella felicità illimitata, già presente dentro ognuno di noi».

Sono diversi e interessanti gli argomenti trattati in questo saggio; doverosa è l’introduzione riservata a questo tragico periodo pandemico che, come afferma l’autore, ci ha costretti a rallentare e a riflettere sull’importanza del valore della vita e su ciò che ci rende davvero felici, e a prenderci il nostro tempo per meditare.

Indirizzare la mente verso una concreta ricerca di felicità

Matteo Ferrarini, nel testo Da cintura bianca a cintura nera di buddhismo, spinge a utilizzare tutte le nostre risorse; l’obiettivo è indirizzare la nostra mente e la nostra esistenza verso una reale ricerca della felicità. Una felicità che, tuttavia, non deve dipendere da circostanze esterne bensì dal nostro stato interiore. Fondamentale diventa quindi il concetto di “bodhicitta” (compassione equanime):

«Molti maestri buddhisti sostengono che la compassione sia la gemma capace di esaudire tutti i desideri; un gioiello in grado di trasformare le persone da meschine ed egoiste, in esseri umani altruisti e caritatevoli. Grazie allo sviluppo della bodhicitta, è infatti possibile progredire velocemente nel cammino verso la realizzazione spirituale».

L’autore ci presenta e ci illustra quindi diverse pratiche di meditazione per osservare la nostra mente e per comprendere le tendenze disturbanti annidate in ognuno, favorendo così una maggiore libertà d’azione e un graduale miglioramento del karma. Tramite la meditazione diventiamo più saggi e più compassionevoli, e con il tempo e con la pratica possiamo riuscire a raggiungere uno stato di serenità interiore che non ci abbandonerà più. È un cammino lungo ma che merita di essere intrapreso; è la nostra possibilità di liberarci dai veleni che la società ci inocula ogni giorno e che ci allontanano dalla consapevolezza profonda di noi stessi.

Diffondilibro

Seguici su Google News