Un’auto si è schiantata contro la folla sulla Breitscheidplatz a Berlino, nei pressi dell’incrocio tra latra la Rankestraße e la Tauentzienstraße, causando così la morte di una persona ed almeno 30 feriti. Sono ancora da chiarire le cause della vicenda nel famoso viale dello shopping, lo stesso colpito il 19 dicembre 2016 da un pesante attentato nel mercatino di Natale.

Le dinamiche dell’incidente

La polizia è subito intervenuta dopo l’incidente. Il conducente dell’auto è stato fermato ed arrestato sul posto, ma le cause che lo hanno portato ad divenire l’artefice della strage sono ancora tutte da chiarire. Le autorità tedesche hanno spiegato che “non è ancora chiaro se si tratti di un incidente o di un’azione intenzionale”. In particolare, la polizia sta valutando se si sia trattato di un incidente stradale o di un’atto intenzionale magari collegato al terrorismo.

Le dinamiche di quanto accaduto sono ancora convulse dunque. Secondo il racconto della Bild, noto quotidiano tedesco, dopo essersi schiantato sulla folla con l’auto-killer (una Renault Twingo grigia) l’autista è tornato sulla strada principale per poi fermarsi soltanto 200 metri più avanti, in una diramazione di Douglas. Sempre secondo la fonte tedesca, diversi testimoni oculari hanno raccontato che l’uomo si sarebbe dato alla fuga, a piedi, e che sarebbe stato trattenuto e consegnato alla polizia grazie all’intervento di alcuni passanti non colpiti.

La situazione attuale ed il precedente del 2016

Secondo quanto riportato dal sito ANSA, sul posto al momento ci sarebbero oltre 60 unità dei vigili del fuoco, oltre a diverse ambulanze accorse chiaramente per soccorrere i feriti, alcuni dei quali in condizioni particolarmente gravi. Sarebbe anche stato già creato sul posto un punto di primo soccorso. L’intera area è ora chiaramente delimitata dalla polizia.

Circostanze simili si verificarono nel dicembre 2016, quando il mercato di Natale della Breitscheidplatz fu teatro dell’attentato compiuto dal terrorista tunisino Anis Amri guidando un tir contro la folla. In quello specifico attacco, successivamente rivendicato dallo Stato islamico, persero la vita 12 persone, tra cui anche l’italiana Fabrizia Di Lorenzo, ed altre 56 rimasero invece ferite. Lasciata la Germania dopo la sua missione, Amri venne ucciso il 23 dicembre 2016 in uno scontro a fuoco con la Polizia a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano.

Ginevra Mattei