“L’anatra all’arancia” è un film del 1975 diretto da Luciano Salce che racconta le vicende di un matrimonio fallito: protagonisti Monica Vitti e Ugo Tognazzi
“L’anatra all’arancia”, il film di Ugo Tognazzi e Monica Vitti: Trama
In dieci anni di matrimonio Livio e Lisa, ricchi, affermati e affascinanti, ma soprattutto scontenti del proprio partner, si sono regolarmente traditi lasciandosi pervadere dalle facili avventure, mantenendo però sempre un sottile equilibrio. Ora però la situazione sta per cambiare definitivamente perché Livia si è innamorata di un giovane francese e sembra volerlo seguire in Francia. Livio a questa novità reagisce malissimo, è geloso di quella donna che, a modo suo, ama ancora. Astutamente allora, le propone di passare un ultimo fine settimana insieme nella loro villa al mare, invitando anche Jean-Claude, con cui dichiara di voler diventare amico. Si unirà a loro anche l’amante di Livio, Patty.
Sicuramente non la migliore interpretazione della grande Monica Vitti: ciononostante “L’anatra all’arancia” resta una commedia degli equivoci ben strutturata e i due protagonisti ne rappresentano perfettamente lo scopo con le battute botta e risposta azzeccatissime e cariche di una forte chimica per quanto riguarda la recitazione di coppia. Anche in questo caso la bellezza dei del cast sta nello scadere raramente nella volgarità e, al contrario, di essere in grado di regalare anche qualche nota drammatica.
Com’era Monica Vitti? “Era una donna appassionata, piena di allegria. Caparbia e tenace nelle sue scelte e nelle cose che faceva. Quando voleva una cosa – ricorda Tognazzi – combatteva fino alla fine per averla. Con mio padre hanno fatto film insieme, ricordo la ‘Supertestimone’ e quel grande successo che fu ‘L’anatra all’arancia’”.
Una sua erede? “Eh – prosegue il regista – anche Paola Cortellesi, che è straordinaria ma ci sono tante attrici brave. Solo che quando si parla di Monica Vitti, si fa riferimento a una generazione di pezzi unici, dei verie propri ‘solitari’ alla cui altezza è difficile arrivare: penso a mio padre, a Vittorio Gassmann, ad Alberto Sordi, Nino Manfredi e quindi, a lei. Attori, pezzi unici appunto, che hanno rappresentato qualcosa di straordinario per il cinema italiano”.
Ricky Tognazzi





