Era nata in estate, Lady Diana Spencer, per la precisione il 1° luglio 1961. Naturalmente, non avrebbe mai potuto immaginare, venendo al mondo, che la stessa stagione l’avrebbe strappata alla vita, in quel tragico 31 agosto 1997, a seguito di un drammatico incidente stradale avvenuto nella galleria sotto al Ponte de l’Alma, a Parigi. Tra queste due date, un susseguirsi di grandi gioie ed enormi dolori, speranze disattese e rinascite.

Tutti conosciamo la sua storia, dal matrimonio “troppo affollato” con l’allora Principe Carlo, nato e conclusosi all’ombra della “rivale” Camilla Parker Bowles, all’iconico revenge dress, ai suoi amori turbolenti, ma anche al’impegno umanitario, le campagne di sensibilizzazione sull’AIDS e sulle mine antiuomo, alo stile inconfondibile. In quello che sarebbe stato il suo sessantacinquesimo compleanno, le rendiamo omaggio attraverso alcune piccole curiosità, per scoprire qualche lato nascosto di una donna della quale si è detto e continua a dirsi molto ma che, forse, nessuno ha mai conosciuto davvero.

Principessa del popolo e di sangue

Il celebre ballo di John Travolta e Lady Diana

Nonostante, quando si fidanzò con il principe Carlo, lavorasse come maestra d’asilo, Diana Frances Spencer era ben lontana dall’essere una commoner. Figlia del Visconte e della Viscontessa Althorp, proveniva infatti da una delle più antiche e blasonate famiglie britanniche, strettamente connessa con la famiglia reale da generazioni. Da cinque secoli gli Spencer si tramandano la maestosa tenuta di Althorp House, nel Northamptonshire, e il loro lignaggio è addirittura superiore a quello dei Windsor. Leggenda vuole che una volta, mentre il Duca di Edimburgo minacciava di spogliarla del suo titolo, lei lo avesse rimesso al suo posto ricordandogli: «Il mio titolo è più vecchio del vostro!».

Lady Diana: un diamante è per sempre, o forse no

Quando erano ancora promessi, l’attuale Re Carlo III non sorprese Diana con un anello di famiglia. Al contrario, le offrì la possibilità di scegliere da sola il monile da sfoggiare all’anulare nel corso della cerimonia di fidanzamento. La futura sposina fece la sua scelta sfogliando le pagine di un catalogo della collezione di preziosi firmati dal gioielliere londinese Garrard e, alla fine, si decise per un anello in oro bianco con ben quattordici diamanti incastonati attorno a un prezioso zaffiro di dodici carati. Come ben sappiamo, il gioiello non portò particolare fortuna alla coppia. Il loro primogenito William, tuttavia, ha voluto dargli una seconda possibilità, donandolo a Kate Middleton nel chiederla in moglie. Come dimostra la solidità della loro unione, ai due è andata decisamente meglio.

La principessa e la “regina”

Una sera, nel lontano 1988, Freddie Mercury propose a Lady D, legata a lei da una stretta amicizia, di andare a ballare insieme a lui alla Royal Vauxhall Tavern, un club londinese molto frequentato dalla comunità LGBTQ+. La principessa, però, aveva paura che la loro serata danzante sarebbe finita sulle prime pagine di tutti i tabloid del Regno. Sin dal suo ingresso nella famiglia reale, infatti, la stampa locale non l’aveva mai mollata di un millimetro. A trovare la soluzione furono lo stesso frontman dei Queen e il comico Kenny Everett, anche lui presente: una tenuta militare, occhiali scuri per celare il suo inconfondibile sguardo, un berretto nero e via, per le strade di Londra a fare baldoria.

Dancing (almost) Queen

Il 9 novembre del 1985 Lady D e il principe Carlo si unirono a una festa alla Casa Bianca organizzata dall’allora presidente Ronald Reagan e dalla First Lady Nancy, in occasione della loro visita ufficiale negli States. Nel corso della serata, Diana, star indiscussa dell’evento, danzò con diversi ospiti, da Tom Selleck a Clint Eastwood. A lasciare il segno, però, fu il suo scatenato ballo con John Travolta, con cui s’intrattenne per quasi quindici minuti. Per la ex Principessa del Galles fu un momento molto divertente e spontaneo ma, anni dopo, Selleck rivelò che una signora inglese si avvicinò a lui per esortarlo a “separarla” dalla star de La febbre del sabato sera, temendo che l’intesa in pista facesse nascere strane voci. Così, l’attore attese la fine del secondo ballo e poi “rubò” la Diana a Travolta.

Una vendetta incompiuta

Il 30 agosto 1997, poche ore prima della sua tragica scomparsa, Lady Diana Spencer si recò in una villa situata nel sesto arrondissement di Parigi, al confine con il Bois de Boulogne. Non si trattava, però, di una casa qualsiasi: era, infatti, la tenuta ribattezzata Villa Windsor, dove, dopo l’abdicazione forzata, l’ex re Edoardo VIII si era rifugiato con la sua partner Wallis Simpson, la donna che lo aveva portato a rinunciare al trono del Regno Unito. In una biografia, l’autore Bertil Scali spiega: «Abitando in questa casa, Diana voleva fare un dispetto alla famiglia reale».

Il mancato voto d’obbedienza

Il principe Carlo e Lady Diana si unirono in matrimonio il 29 luglio 1981 nella Cattedrale di St. Paul’s, a Londra. Al momento di pronunciare la tradizionale formula dell’obbedienza durante i voti nuziali, tuttavia, la principessa si limitò a promettere che sarebbe rimasta al fianco del consorte «per amarlo, confortarlo, onorarlo e proteggerlo nella malattia e nella salute», come prevede il nuovo rituale della Chiesa d’Inghilterra. Le sue parole non colsero di sorpresa lo sposo, che aveva concordato con lei la modifica. Stupì, però -e non in positivo- la fetta più conservatrice della popolazione, e contrariò parecchio l’Arcivescovo di Canterbury. La piccola ribellione di Lady D, in ogni caso, ha fatto scuola: anche Kate Middleton e Meghan Markle hanno seguito il suo esempio.

Lady Diana, la Principessa del popolo

Lady D, “la Principessa del popolo”, la “Rosa d’Inghilterra”, “la “Principessa triste”. Nel corso del tempo le sono stati affibbiati diversi nomignoli, ma nessuno è mai riuscito a cogliere appieno le sfaccettature di una donna complessa, fragile e, al tempo stesso, amorevole e protettiva con le persone da lei amate, in particolare i suoi figli. Il suo charme naturale, l’imprevedibilità, la reticenza ad adattarsi al rigore di un ruolo che le stava stretto. E ancora, le difficoltà ad ambientarsi in un contesto che respingeva la sua indole curiosa e libera e un anticonformismo che ha fatto tremare i muri di Buckingham Palace più della guerra. Infine, una morte improvvisa che ha scosso il Regno Unito e il resto del pianeta, e che ha lasciato un vuoto impossibile da colmare in un popolo che l’ha amata molto, e che avrebbe voluto vederla spegnere sessantacinque candeline, e tante altre ancora.

Purtroppo, il destino non ha fatto sconti a Diana, ma è il suo sguardo dolce, è la sua capacità di sfidare le regole e le convenzioni, sono stati il suo mostrarsi vulnerabile e la sua infinita empatia nei confronti dei bisognosi e delle persone comuni a renderla immortale. Con tutti i suoi difetti, le contraddizioni e le scelte di pancia, anche quelle sbagliate, Lady D ha avuto il coraggio essere quello che, a lungo, la famiglia reale si è ostinata a non voler essere: umana.

Federica Checchia