Il sogno del sindaco Anne Hidalgo è quello di rendere balenabile la Senna per le Olimpiadi 2024 che si svolgeranno a Parigi. Un anno fa il figlio del sindaco aveva percorso tutta la Senna da Parigi a Le Havre a nuoto per sensibilizzare le persone sull‘inquinamento del fiume . Al momento il progetto è molto costoso così come diversi sono i rischi per la realizzazione di un fatto incredibile. Una strada percorsa anche da altre capitali europee come Berlino e Londra
La Senna balneabile nel 2024, quali sono i rischi

“Scendere a nuoto un fiume permette di rendersi conto che tutto quello che succede nelle nostre città ha un impatto sugli oceani, sul mare”. È quello che raccontava Arthur Germain, il figlio della sindaca di Parigi Anne Hidalgo, alla fine della sua traversata a nuoto della Senna. Un’idea realizzata un anno fa dopo che la madre aveva annunciato di voler rendere il fiume parigino balneabile per disputare alcune gare delle Olimpiadi parigine del 2024 come il nuoto libero. Un sogno ambizioso che si scontra con la realtà dell’ecosistema ambientale di un fiume messo a rischio dai batteri immessi dalle acque reflue e piovane in esso confluenti. Per questo la balneazione nella Senna è rischiosa e vietata.
A questo si aggiungono gli sconvolgimenti dovuti al grande cambiamento climatico con le incontrollabili e grande tempeste da esso generato. Dall’altro lato c’è la possibilità di offrire una prospettiva nuova a Parigi e dare nuova vita alle 35 specie di pesce che popolano il suo fiume. Pesci che al momento vivono in acque risultate dieci volte meno inquinate rispetto agli anni 90′. Resta tuttavia il problema dovuto alle fognature della città dove le acque reflue spesso si mescolano a quelle piovane in seguito a forti piogge immettendo acqua contaminata nel fiume.
Un progetto ambizioso e costoso
Ripristino dell’ecosistema ambientale e volto nuovo nella città di Parigi sono gli elementi che hanno spinto verso la realizzazione di un progetto il cui costo è diversi miliardi. Ci sarà bisogno infatti di sterilizzatori a raggi ultravioletti nei depuratori, cisterne per le acque piovane e divieti di scarico di liquami ai battelli per realizzare una grande bonifica delle acque. Un fatto che però non spaventa affatto Parigi e che è stato preso ad esempio da altre capitali europee fluviali. A Berlino infatti si progetta da tempo di rendere balneabile il bacino centrale dello Sprea. A Londra invece è stata ipotizzata l’installazione di piscine galleggianti con acqua dolce lungo il Tamigi.
Stefano Delle Cave
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