Nelle due settimane che hanno preceduto i Mondiali del 2022 non si è fatto altro che parlare di tutti i problemi e tutte le controversie emerse nella preparazione. Bisognerebbe però chiedersi perché su queste non si sia fatta luce anche prima, senza lasciare gli argomenti a qualche sporadico appuntamento di giornalismo d’inchiesta sportivo. Eppure, nonostante tutto, il campionato del mondo di calcio ha preso il via ieri con la vittoria dell’Ecuador sul Qatar per 2-0. Andiamo però a vedere quali sono i tanti punti che hanno suscitato le non poche polemiche.

Qatar scelta economica? Sì, ma ha una sua logica…

FIFA Coppa del Mondo Qatar (Credit foto – pagina Facebook FIFA World Cup)

Per capire al meglio tutte le dinamiche forse è necessario tornare indietro di qualche anno, almeno al 2010. In quella data infatti si venne a sapere per la prima volta che i mondiali del 2022 si sarebbero disputati in Qatar. Una sede inusuale per il calcio e che sorprese tutti, anche perché come ha riportato la Gazzetta dello Sport, sembrava che potessero essere altre le sedi favorite. Invece la scelta ricadde su questa piccola ma ricca nazione. Il signor denaro comanda sempre? Ufficialmente questo non potrà mai essere detto, ma qualche ammissione di colpa per la scelta della sede è stata fatta, anche se per altri motivi.

In realtà, cercando di giustificare l’ingiustificabile, la scelta del Qatar aveva una sua logica al di fuori delle questioni economiche. Da diversi anni il paese ha cercato direttamente o meno un rilancio attraverso lo sport. La Moto GP corre lì da tempo e di recente si è unita anche la Formula 1. Nel 2016 si sono tenuti i mondiali di ciclismo, nel 2019 quelli di atletica e la stessa Diamond League prevede ogni anno una tappa a Doha dal 1997. Restando più vicini a noi e in tema calcio, alcune edizioni della Supercoppa Italiana si sono svolte anch’esse nella capitale. Ognuna di queste manifestazioni ha sempre avuto lo scopo anche di promuovere il territorio all’estero cercando di occultare le gravi mancanze in materia di diritti civili. Allo stesso tempo però si è provato anche a sensibilizzare le persone su queste delicate questioni. Ad ogni modo, se si ricerca un fine logico alla scelta di questa sede per i mondiali, in teoria c’è.

Mondiali 2022, il campionato delle polemiche

Come spesso accade, più ci si è avvicinati alla data di inizio e più ci si è accorti che forse la scelta non era quella migliore. Dalla condizione delle donne, a cui è stato concesso di partecipare ad eventi sportivi solo in tempi recenti, alla visione dell’omosessualità come un disturbo della mente, parole di Khalid Salman ambasciatore della competizione. Sul tema hanno poi fatto discutere anche le dichiarazioni di Hugo Lloris che ha comunicato che non scenderà in campo con la fascia arcobaleno. Una scelta libera con una giustificazione legata al rispetto delle leggi locali ma che riporta alla luce un profondo dilemma sul rispetto delle stesse quando sono di fatto sbagliate. Al contrario si comporteranno invece Neuer e Kane, pronti anche a sfidare eventuali multe.

La FIFA sulla questione non si è espressa, anche perché da regolamento non sarebbe possibile indossare delle fasce da capitano personalizzate. D’altro canto, si è resa partecipe nel momento in cui il presidente della Football Association, Bellingham, ha dichiarato di aver fatto espressa richiesta all’organo di poter utilizzare tale indumento, senza però aver mai ricevuto risposta. Impossibile poi non tener conto delle migliaia di morti sul lavoro che si sono registrate per la costruzione degli stadi. Vite umane di cui non si sa più nulla e non se ne vuole sapere nulla. Come ha riferito Global Voices infatti il Qatar non si è dimostrato particolarmente propenso a istituire un fondo di risarcimento per i lavoratori morti.

I tifosi falsi e i tifosi spia

Tifosi veri, tifosi falsi, tifosi locali e neutrali, ma non bisogna dimenticarsi delle spie. Le polemiche hanno coinvolto fin dal principio anche gli spalti. I giorni precedenti alla gara inaugurale sono stati contraddistinti dalla diffusione di foto che secondo alcuni rappresentavano dei finti tifosi, o supporters “dati in prestito ad altre nazionali“. Il comitato organizzatore ha smentito con vigore questa ipotesi, ma intanto l’opinione collettiva si era già diffusa. Se questa notizia ha fatto sorridere, ben più pesante è stata l’indiscrezione lanciata da Associated Press e Le Parisien che hanno reso noto la presenza di tifosi influencer pagati per mostrare solo il bello del Qatar. Fanno parte del Fan Leader Network, programma appunto realizzato dagli organizzatori della competizione e hanno ricevuto gratuitamente voli, alloggi oltre a una diaria. Tra le mansioni ci sarebbe anche quella di controllare chi invece critica, come aveva riportato Repubblica.

Un altro elemento che ha generato notevoli discussioni è quello dei container che funzioneranno da alloggio per gli appassionati al seguito della propria nazionale. Rumori eccessivi, mancanza di qualche servizio (non essenziale) e acqua non proprio limpida che sgorga dai rubinetti. Sono solo alcune delle lamentele rese note dal Guardian che i tifosi inglesi hanno sottolineato. Ben più frivola, ma degna di nota, anche la polemica sull’impossibilità di consumare alcolici durante le partite.

Mondiali 2022, Infantino ha ragione ma non per questo non bisogna condannare

Giusto per continuare sul filo delle polemiche, nella conferenza stampa di presentazione del torneo è intervenuto l’attuale presidente della FIFA Gianni Infantino. Tra le sue dichiarazioni un passaggio in particolare ha fatto discutere, ovvero: “Le critiche al Mondiale sono ipocrite. Per quello che noi europei abbiamo fatto negli ultimi 3000 anni dovremmo scusarci anche nei prossimi 3000 prima di dare lezioni morali agli altri”. In queste parole, riprese da Sky Sport, inutile dire che abbia ragione. Questo però non può esimerci dal criticare con fine costruttivo una situazione che non va. Perché è vero che il Qatar sulla carta abbia avviato un processo di apertura verso i lavoratori stranieri. Il problema però resta, come si è visto anche sopra, quello delle tutele non solo degli stranieri ma anche dei locali.

Tra l’altro, tornado al calcio semi-giocato, in quello stesso giorno un’esclusiva lanciata dal Daily Mail aveva esposto un tentativo di corruzione da parte del Qatar verso l’Ecuador. Il giornalista Amjad Taha aveva parlato di 7,4 milioni di dollari offerti a otto giocatori dell’Ecuador per far concludere la partita sul 1-0 per i padroni di casa con un gol nel secondo tempo. Fatto che come si è potuto constatare non è avvenuto.

Polemiche a parte sono pur sempre mondiali

Alla fine tutto questo ha portato ad una divisione sul seguire o meno questi mondiali del 2022, tra chi non lo farà per protesta e chi proverà a scindere il calcio giocato dalle polemiche. Entrambe le fazioni avranno ragione purché rimangano salde nei loro ideali. Per chi si ritiene inguaribilmente ottimista restano altre dichiarazioni di Infantino che sempre nella conferenza stampa di inaugurazione ha detto: “Quando sono diventato presidente della Fifa, ho voluto vedere di persona le sistemazioni dei lavoratori stranieri qui in Qatar ed è stato un po’ come tornare alla mia infanzia. Ma come la Svizzera, a poco a poco, è diventata un esempio di integrazione così sarà per il Qatar”.

Ovviamente tutti si augurano che lo diventi davvero un modello, ma se le organizzazioni sportive vogliono continuare ad aiutare il paese a crescere, magari potrebbero anche controllare che questi miglioramenti avvengano. In caso contrario, ci sarà sempre tempo per prendere le distanze. Intanto buon mondiale a tutti, per chi lo segue.

Maria Laura Scifo

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