Marco Valerio Marziale, noto come uno dei più famosi poeti romani che ha affermato il genere dell’epigramma come strumento letterario, nasce ad Augusta Bibilis il 1° marzo del 38 d.C. e muore ad Augusta Bibilis nel 104 d. C. In occasione dell’anniversario della sua nascita ricordiamo la vita e la produzione poetica di Marziale, ponendo l’attenzione in particolar modo sulle sue 3 raccolte più famose di epigrammi Liber de spectaculis la prima raccolta di epigrammi di cui abbiamo notizia, Xenia e Apophoreta.

La formazione di Marco Valerio Marziale e l’arrivo a Roma

Marco Valerio Marziale Ph Credits Wikipedia
Marco Valerio Marziale Ph Credits Wikipedia

Marco Valerio Marziale nasce a Bilbilis, città della Hispania Terraconensis (oggi l’odierna Calatayud) assoggettata dai romani dopo le guerre cantabriche. La città natale sarà spesso oggetto dei suoi epigrammi, descritta come una terra che sorge su un’altura, conosciuta per gli allevamenti di cavalli e per le fabbriche d’armi. I genitori probabilmente appartengono alla media borghesia provinciale e questo gli consente di ricevere una buona educazione letteraria impartita da retori e grammatici dell’epoca. Marziale, desideroso di conoscere il mondo e con la speranza di fare fortuna, nel 64 d.C. decide di trasferirsi a Roma.

Nell’Urbe immediatamente stringe stretti rapporti con importanti personaggi che come lui prevengono dalla Spagna come Seneca, Lucano, Giunio Gallione che appartengono all’influente famiglia degli Annei. Si avvicina a personalità autorevoli come Gaio Calpurnio Pisone e Gaio Memmio Regolo, i quali lo sostengono durante i primi tempi nella capitale. Purtroppo questo periodo così favorevole e prospero è di breve durata. Infatti nel 65 l’imperatore Nerone scopre la congiura ordita proprio dal suo amico Pisone e reagisce in modo violento: molti amici di Marziale vengono uccisi o costretti al suicidio. Così Marziale resta solo senza nessuno su cui contare.

La vita da cliens e l’avvio alla carriera letteraria di Marco Valerio Marziale

Marziale, dopo la congiura, frequenta nuovi ambienti e inizia una vita da cliens. Il cliens in età romana è un cittadino che è costretto ad adempiere degli obblighi verso un patronus, il quale a sua volta è in obbligo verso di lui. Marziale quindi è costretto a alzarsi presto al mattino per portare i suoi saluti ad un ricco signore e ad accompagnarlo per Roma per ricevere in cambio un donativo in denaro o in cibo. Ottiene una casa sul Quirinale, dove risiedono famiglie rinomate come quella dei Flavii o dei Claudii. La vita da cliens fa sentire Marziale umiliato e deluso, in quanto è un vita priva di soddisfazioni personali.

Dati i suoi studi avrebbe potuto esercitare la pratica di avvocato, che rifiuta categoricamente poiché non è affine alla sua indole da poeta. Tuttavia come cliente osserva da vicino la vita quotidiana dell’ambiente romano, i disparati personaggi e circostanze che poi saranno l’argomento focale dei suoi versi trattati con crudo realismo. È probabile che proprio in questo periodo abbia iniziato a comporre poesie su commissione di Vespasiano. L’imperatore in occasione dei Saturnalia distribuisce doni con biglietti di accompagnamento, forse scritti proprio da Marziale. Ipotesi avallata dal fatto che del poeta possediamo una racconta di biglietti dal titolo Apophoreta.

L’esordio letterario: Liber de spectaculis , Xenia e Apophoreta

L’80 è un anno molto importante per Marziale, in quanto in occasione dei giochi inaugurali dell’anfiteatro Flavio, voluti dall’imperatore Tito, pubblica il suo primo libro di epigrammi Liber de spectaculis. Ottiene gloria e onori e Tito gli concede lo ius trium liberorum, ossia una seri di privilegi confermati anche dall’imperatore successivo Domiziano. Liber de spectaculis è la prima raccolta di epigrammi mai conosciuta, costituita da circa 36 epigrammi in distici elegiaci. Essi offrono la descrizione di vari spettacoli allestiti in occasione dell’inaugurazione del Colosseo. Sono soprattutto giochi svolti nell’anfiteatro come combattimenti tra gladiatori o scene di caccia.

Troviamo anche i mimi, ossia degli spettacoli di argomento mitologico che presentano dettagli di brutale e cruente realismo. Nell’84 circa pubblica altri 2 libri di epigrammi Xenia e Apophoreta che non riscossero lo stesso favore del primo. Entrambe sono costituite solo da distici elegiaci. Ciascun epigramma ha un titolo che evoca l’oggetto descritto. Xenia ( i doni per gli ospiti) è una raccolta di 127 epigrammi che svolgono il compito di accompagnare appunto i doni scambiati in occasione della festa dei Saturnali. Apophoreta ( i doni da portar via) è una raccolta composta da 223 epigrammi che accompagnano i doni che da dare ai commensali al termine di un banchetto.

Il ritorno in patria e la morte

Dopo l’assassinio di Domiziano nel 96, la situazione a Roma è critica con l’istaurazione dei principati prima di Nerva e poi di Traiano. Il clima che si respira è più intransigente e inflessibile. L’insieme di queste circostanze spingono Marziale a rientrare a Bilbilis nel 98. Nella terra natia una donna di nome Marcella si avvicina a lui spinta dall’ammirazione per la sua poesia. Costei gli fa dono di una casa e di un podere. Qui Marziale sente fortemente la mancanza della capitale e la nostalgia lo accompagna ogni singolo giorno. La sua unica fonte di consolazione è lo studio e la sua amata poesia che non abbandona mai. La morte gli fa visita poco dopo a circa 64 anni.

La poetica di Marziale

Marziale in ogni sua composizione è presente in prima persona, da ogni verso trasuda la sua personalità. Esprime soprattutto il suo malessere e il suo senso di umiliazione verso la vita da cliens, che è costretto a vivere del tutto in conflitto con le sue ambizioni. L’elemento costante che risalta nei suoi scritti è quello comico-satirico a tratti pungente e crudo, che concentra nella parte conclusiva dei componimenti. Gli epigrammi, molto brevi, terminano sempre con una battuta inaspettata. Essi hanno una struttura bipartita e il significato di ognuno va rintracciato nella seconda parte. Marziale è in grado di afferrare l’aspetto comico che si nasconde nella vita reale, soprattutto nei difetti e nei vizi degli uomini. Pertanto il poeta latino illustra disparate tipologie di persone come l’ubriacona, il pervertito o il finto ricco.

Nei suoi versi traspare l’influenza della filosofia epicurea che propone la ricerca di una vita semplice e tranquilla e il disimpegno politico. Nella sua produzione poetica sono presenti anche momenti di lirismo e sensibilità quando affronta la tematica funebre. Marziale dà un importante contributo per l’affermarsi del genere dell’epigramma, che risale all’età greca arcaica dove aveva una funzione meramente commemorativa. Il poeta latino rilancia l’epigramma introducendo tematiche innovative: erotismo, parodia, satira. Marziale si avvale dell’utilizzo di una lingua di tipo quotidiana e colloquiale e introduce termini che prima non avevano spazio in ambito letterario. Alterna frasi auliche e raffinate con frasi indecenti e indecorose, affinché la dimensione reale invada senza confini ogni suo scritto.

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Elisa Adamo